Processo prete Sant’Agostino. ‘Eravamo tutti sue vittime’. Tra cori celesti e ragni demoni…

Lanciano (Ch) – Lei soffre di aracnofobia. Allora aveva 15 anni e il prete, per intimorirla, le disse che i demoni avevano preso le sembianze di ragni neri che, a mano a mano, arrampicandosi, stavano affollando i muri della sua stanza, per impossessarsi di lei. E così sarebbe stato per sempre. Valeria C., 24 anni, di Lanciano, a tratti si commuove, a stento trattiene le lacrime, mentre riferisce questi particolari, per lei ancora dolorosi, al giudice del tribunale di Lanciano, Andrea Belli. E’ uno dei tanti testimoni nel processo a carico di Andrè Luiz Facchini, classe ’74, nato ad Umuarama in Brasile, sacerdote – tuttora- della diocesi Lanciano-Ortona e che attualmente si trova nel suo Paese d’origine. Il religioso è sotto accusa per aver plagiato e soggiogato, con “abusi di poteri e violazioni di doveri”, diversi adolescenti iscritti all’associazione “Legio Sacrorum Cordium”, della quale, nel marzo 2009, è stato fondatore e poi presidente e legale rappresentante. Il gruppo operava nella ex parrocchia di Sant’Agostino a Lanciano. L’imputato, secondo il pubblico ministero Rosaria Vecchi, ha “manipolato e destabilizzato la psiche dei ragazzi fino al punto da annullare la loro autonomia di percezione e decisionale”. Alcuni di essi hanno dovuto far ricorso a cure psichiatriche. 

E i racconti che vengono fuori nell’ultima udienza si sposano perfettamente con le contestazioni dell’accusa. 
Quella visione dei ragni, visione horror, spaventò molto Valeria, che rimase terrorizzata. Il prete si appropriava delle paure degli adolescenti dell’associazione e le trasformava in incubi, le usava per far sì che loro gli ubbidissero. Che non si opponessero ai suoi ordini. Per Valeria, come per tanti altri giovani, l’avventura nella Legio è cominciata nel 2008, come riferisce in aula. “Con preghiere giornaliere ed esercizi spirituali”. Poi la situazione è cambiata, il prete si è fatto pressante. “Ci diceva come vestirci, chi frequentare, chi conoscere, i luoghi dove andare, a chi scrivere, chi non sentire più”. Bar e discoteche rappresentavano la perdizione. “Vietate le amicizie fuori dalla Legio, le amicizie cosiddette… del mondo, perché erano insane, non portavano nulla di buono. Controllava tutto, la nostra vita, i sogni…”. Se i ragazzi non gli davano retta vietava loro l’uso del telefono, del ciclomotore, del televisore. “E c’erano penitenze e punizioni pubbliche da sopportare, che servivano anche a fortificare la nostra fede”. 
 
Tra le penitenze ci sono le frustate, sulla schiena nuda, inferte anche a minorenni, durante un pellegrinaggio a Vigolo. Tre frustate, con un rosario dai grani grossi, sarebbero serviti a salvare un’anima. Sei frustate due anime, di vivi o di morti, a scelta. “Come facevano i santi…”. E così in diversi si sono fatti infliggere vergate, provocare lividi. “Allora pensavamo fosse giusto. Avevamo paura di confrontarci con lui. Era un’autorità  nei nostri riguardi, era il padre spirituale, contava persino più dei genitori”. E poi tutte le disposizioni, al sacerdote, venivano suggerite… dal cielo. Da angeli, santi e Madonna. Un tripudio di angeli e cori celesti. Che l’imputato spiegava di vedere costantemente. Soprattutto gli angeli custodierano in contatto colui, ne conosceva i nomi e quello di Valeria si chiamava Krisriel. Quando la teen ager, crescendo, ha iniziato ad opporsi al sacerdote, a metterlo in discussione, non più dimessa e sottomessa, ecco spuntare il diavolo. “L’ho sognato mentre ti agguanta per i capelli e ti trascina via”, ha urlato un giorno a Valeria, per spaventarla. E ci è riuscito. Nel 2011 Valeria ha lasciato la Legio. “Chi usciva dall’associazione veniva additato, vessato, guardato male, ormai preda del demonio. Finita la fratellanza predicata. Noi – sottolinea la teste – siamo stati tutti sue vittime”.
 
L’angelo custode di Martina C., del ’90, di Lanciano, era invece Shemael. La ragazza, incalzata dal pm e dai legali di parte civile, durante la propria deposizione, si sofferma soprattutto su un episodio avvenuto nell’ottobre del 2011 e che ha avuto per vittima-protagonista il suo ex fidanzato, Sandro R., di Lanciano. Da quando il giovane aveva iniziato a staccarsi dalla Legio, – riferisce la ragazza – nella sua abitazione si verificavano “fatti strani”. Cani avvelenati, auto incendiata, una catasta di legna andata in fumo… Tanto che Sandro e il fratello avevano deciso di alternarsi nei turni di guardia. E una notte, intorno alle 3, davanti a casa scovano il prete. Che ci fa a quell’ora, in quella contrada, in quel posto? Giù paroloni, parolacce, volano botte, don Andrè ingiuria tutti. Sul posto arrivano i carabinieri, salta fuori anche una bustina di droga… Insomma un dramma. “In quell’occasione – racconta Martina – Sandro venne apostrofato come spacciatore internazionale e delinquente”. A queste parole seguirono invettive come: “Vi rovinerò la vita”. Una notte infernale che, sostanzialmente, troncò anche la storia sentimentale dei ragazzi. Legame che, per essere ufficializzato, per diventare fidanzamento, aveva richiesto l’autorizzazione del prete che aveva imposto ai due innamorati tempi e modi per sentirsi e vedersi. “Numero di sms da inviare e limite di chiamate da effettuare”.  Il prete “condizionava tutto e ciò per volontà di Dio”. Aveva persino obbligato Sandro R. a lasciare il proprio lavoro per un altro impiego, mai arrivato, nell’azienda di trasporto Mazziotti di Lanciano”.
 
Il sacerdote – evidenzia ancora la teste – “privilegiava le persone facoltose, quelle che potessero aiutarlo a portare avanti l’iniziale progetto: di aiutare  donne in difficoltà, tossicodipendenti, emarginati… Ma in realtà non ha mai aiutato alcuno”. Anche per Martina, nel 2011, arriva il tempo della “ribellione” all’autorità del prete. “Stai perdendo la retta via, ti stai allontanando da Dio per andare verso il demonio”, sentenzia allora lui annichilendola. Prossima udienza a giugno. “Bisogna accelerare – fanno presente gli avvocati delle parti civili – perché questo processo rischia la prescrizione”. 10 marzo 2017
http://www.abruzzolive.tv/Processo_prete_Sant_Agostino.__Eravamo_tutti_sue_vittime_._Tra_cori_celesti_e_ragni_demoni…_-_-_a_11636.html
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