Storia del prete analista che abusava dei pazienti (e messo d’accordo Vaticano e psicanalisi)

Una delle vittime racconta che anni dopo gli abusi ebbe un colloquio con il suo carnefice, il sacerdote psicanalista Tony Anatrella, “per sapere come spiegava che vi fossero stati dei rapporti sessuali nell’ambito di una terapia”. “Lui – ricostruisce l’ex allievo del Seminario della Missione di Francia – cerca di intellettualizzare o di filosofeggiare sui termini, e di spiegarmi che non si può parlare di ‘rapporti sessuali’ e mi cita il nome di un terapista americano ai cui lavori si appoggia. Allora gli chiedo se è così che cura di solito le persone che vanno da lui. Mi dice che sono stato l’unico. Gli chiedo allora che cosa mi ha fatto meritare questa terapia così particolare. Mi risponde: ‘perché è lei che me l’ha chiesta’. Ed aggiunge: ‘forse mi sono sbagliato’. Anche se è una risposta che non è da terapista, mi ci è voluto molto tempo per capire che no, non l’avevo chiesta io”.

C’è anche questa storia negli atti del tribunale supremo della Segnatura Apostolica, massimo organo giudiziario della Santa Sede, che ha affidato ai giudici ecclesiastici di Tolosa il compito di processare il sacerdote psicanalista francese.

Abusi sessuali durante la terapia equiparati a violenze sui minori

E per una volta la Chiesa Cattolica si è trovata d’accordo con le grandi scuole di psicanalisi: il codice di diritto canonico infatti equipara gli abusi sessuali su chi non è in grado di difendersi a quelli sui minori, classificandoli entrambi come “delicta graviora”. Anche per le teorie psicanalitiche “il passaggio all’azione sessuale da parte di un analista, è considerato alla stregua di un atto di pedofilia”, dal momento che “la posizione del terapeuta è di tipo parentale, per la regressione indotta dal trattamento e l’instaurazione del transfert”.

Padre Tony Anatrella sotto processo

Padre Anatrella è stato consultore fino allo scorso 31 dicembre del Pontificio Consiglio per la famiglia. Le accuse di abusi sessuali provengono da “diverse vittime” violate nel corso di sedute psicoterapeutiche, uscite allo scoperto dopo l’appello del cardinale di Parigi (diocesi nella quale è incardinato Anatrella): “chi sa parli”.

La notizia dell’apertura del procedimento dunque era attesa: da dieci anni circolavano dossier sulle “strane terapie” praticate dal personaggio. Ma i documenti sui suoi abusi non hanno impedito al sacerdote, oggi 75enne, di affermarsi nel mondo cattolico come uno “tra i massimi studiosi mondiali del ‘rischio gender’, autore di numerosi saggi sul tema”.

Personaggio controverso ma anche esperto affermato

Proprio ad Anatrella era stato affidato, ad esempio, il commento che ha corredato il (contestato) Documento della Congregazione per l’Educazione Cattolica sulla non ammissione dei gay al sacerdozio, pubblicato il 29 novembre 2005 con l’esplicita autorizzazione di Benedetto XVI che lo aveva richiesto.

A febbraio dell’anno scorso, poi, monsignor Anatrella era finito sui giornali perché ad un corso di aggiornamento per nuovi vescovi, aveva affermato che per la Chiesa l’obbligo di denuncia non esiste. “Per il Vaticano, i vescovi cattolici non sono obbligati a denunciare gli abusi del clero sui bambini”, ha riassunto il quotidiano britannico The Guardian. Ad Anatrella replicò il cardinale Sean O’Malley, presidente della Pontificia commissione per la tutela dei minori, che in una nota a nome dell’organismo voluto da Francesco affermò che vige invece la “responsabilità morale ed etica di denunciare gli abusi presunti alle autorità civili”.

Le denunce presentate all’arcidiocesi di Parigi

“Nel 2006 – spiega l’arcidiocesi di Parigi sul suo sito internet – padre Tony Anatrella è stato accusato per via mediatica da suoi ex pazienti per pratiche che sarebbero state utilizzate nel quadro della sua attività professionale come psicoanalista”. “Di fronte a queste accuse anonime, l’arcivescovo di Parigi, nel mese di maggio, ha incoraggiato le persone ad uscire fuori dall’anonimato, a mettersi in contatto personalmente con la diocesi di Parigi e presentare denuncia alla giustizia”. A quel punto la diocesi di Parigi è stata contattata da diverse persone tra maggio e ottobre 2016.

“All’inizio dell’estate, il cardinale André Vingt-Trois – spiega ancora la diocesi di Parigi – ha istituito una commissione con il compito di raccogliere le denunce e valutare tutti gli elementi insieme. La Commissione, presieduta dal vescovo Eric de Moulins-Beaufort, vescovo ausiliare di Parigi, ha ricevuto tutti coloro che lo desideravano. Ha anche ascoltato padre Anatrella, che ha 75 anni, ed un rapporto è stato presentato all’arcivescovo alla fine dell’anno”.

Il processo presso il tribunale ecclesiastico di Tolosa

“Sulla base di tale rapporto – precisa la diocesi – il cardinale Vingt-Trois ha ritenuto necessario aprire un processo canonico. Ne ha informato le autorità romane interessate. Poiché Tony Anatrella ha collaborato in passato con il Tribunale ecclesiastico provinciale di Parigi, il cardinale Vingt-Trois ha chiesto al Tribunale della Segnatura Apostolica, istituzione della Santa Sede attualmente presieduta dal cardinale francese Dominique Mamberti, di affidare la procedura ad un altro Tribunale. Così alla fine di gennaio il dossier è approdato al Tribunale ecclesiastico inter-diocesano di Tolosa. Sul piano civile, il cardinale Vingt-Trois, alla fine del 2016, ha segnalato al procuratore di Parigi di aver aperto il processo canonico”.

http://www.agi.it/blog-italia/il-papa-pop/2017/03/03/news/storia_del_prete_analista_che_abusava_dei_pazienti_e_messo_daccordo_vaticano_e_psicanalisi_-1546592/