Festini gay a Napoli, l’ombra di incontri anche con i minori

C’è un secondo dossier che si intreccia con il primo, quello – lo ricordiamo – che ha visto al centro di un carteggio a luci rosse inviato al braccio destro del cardinale Sepe, il parroco della basilica di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone sul quale è ancora in atto una istruttoria da parte dell’arcivescovo. L’allarme stavolta arriva dall’associazione Meter onlus di don Fortunato Di Noto, un sacerdote che da 25 anni combatte contro la pedofilia e la pedo-pornografia. Nella sede regionale del presidio, nato in difesa di bambini e adolescenti, è arrivata una inquietante segnalazione che ancora una volta vede coinvolto un prete intorno al quale girano i nomi di almeno altri cinque o sei sacerdoti. La denuncia è già stata inviata alla diocesi di appartenenza di uno dei preti, quello sul quale maggiormente si concentra l’attenzione nell’esposto, e alla procura della repubblica che avrà il compito di accertare la verità.

Ma veniamo al collegamento tra le due denunce. Il nome di uno dei preti contenuto nel dossier Meter onlus compare anche in una delle chat «rubate» dal profilo facebook del sacerdote di Monte di Dio e spedita, da mano anonima, lo scorso gennaio, all’indirizzo di monsignor Lucio Lemmo, vescovo ausiliare. In quel messaggio, Paolo, 28 anni, uno dei ragazzi che faceva parte del «giro» di Pizzofalcone, e il parroco in questione, discutono sull’eventualità di coinvolgerlo in uno degli incontri. Un appuntamento hard che però – come racconta lo stesso Paolo in una intervista rilasciata al Mattino – non si sarebbe concretizzato in quanto quel sacerdote non avrebbe mai risposto ai suoi messaggi rifiutando quindi ogni proposta. Ed ecco che la vicenda si sposta da Monte di Dio a Benevento dove ha sede lo sportello regionale dell’associazione di don Fortunato.

Qui nei giorni scorsi, tra le tante segnalazioni che vengono raccolte quotidianamente, ne è arrivata una in particolare che ha subito allertato i collaboratori del «sacerdote dei bambini», così come in tanti chiamano don Fortunato grazie all’impegno rivolto alla loro tutela. In quel plico si raccontano fatti e circostanze che coinvolgerebbero in particolar modo un sacerdote della diocesi di Pozzuoli.

http://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/festini_gay_a_napoli_l_ombra_di_incontri_anche_con_i_minori-2271318.html#

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