Preti pedofili all’istituto Provolo: chiude sede argentina, non quella italiana

La sede di Mendoza, in argentina, dell’istituto per sordomuti è stata chiusa per volontà diretta del governo in attesa che venga fatta piena luce sugli abusi ai danni degli ospiti della struttura.

Era il 13 febbraio quando la notizia è comparsa sul sito internet della Direzione Generale delle Scuole di Mendoza in Argentina, subito dopo la conferenza stampa tenuta da Francisco Fernandez, direttore agli affari giuridici, e da Beatriz Della Savia, direttrice del dipartimentto di istruzione privata . “A causa dei fatti di pubblico dominio avvenuti all’istituto Provolo, è stata decisa la sospensione preventiva delle attività didattiche di tale istituto”. In altre parole, l’istituto Provolo per bambini sordomuti di Mendoza chiude i battenti.

I “fatti di pubblico dominio” ai quali alludono i due dirigenti argentini sono gli abusi sessuali sui minori di cui sono accusati cinque uomini dell’istituto Provolo, tra cui il prete veronese don Nicola Corradi, prima arrestato tre mesi fa quindi scarcerato per motivi di salute. La vicenda ha provocato proteste e indignazioni, anche alla luce di casi simili avvenuti in Italia con protagonista sempre don Nicola Corradi e sempre il medesimo istituto. Le richieste di chiudere la struttura sono state tante e alla fine è stato direttamente il governo argentino ad intervenire, sospendendo le attività dell’istituto fino a quando la giustizia non avrà emesso una sentenza sui 5 imputati. La magistratura italiana, invece, al momento  on ha ancora preso nessun provvedimento del genere, ritenendo evidentemente che non ce ne sia nessun bisogno.

La testimonianza: “Sono stato sodomizzato dai preti”
In realtà però l’Istituto Antonio Provolo di Verona – che nel frattempo ha comunicato di aver cambiato nome in Scaligera Formazione – è sovente finito nell’occhio del ciclone negli ultimi anni. Nel marzo scorso, ad esempio, un ex allievo oggi sessantenne raccontò gli episodi di pedofilia che si sarebbero verificati all’interno della struttura: “Sono stato sodomizzato e costretto ad avere rapporti sessuali da almeno quindici preti e fratelli. Sono senza udito da quando avevo 8 anni e sono entrato al Provolo l’anno successivo. Praticamente dalle prime settimane a quando, a 15 anni, uscii da quell’inferno, sono stato abusato in ogni modo”.

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