“Distinto, colto”… e pedofilo. Il caso di “don Gianni” fa discutere la nazione

È approdato su La7 il caso di Giovanni Trotta, ex parroco dei Monti Dauni (Pietramontecorvino e Casalnuovo Monterotaro) condannato a 8 anni per violenza sessuale verso un 11enne. Durante la trasmissione “Bianco e Nero” incentrata sulle cronache italiane, conduttore e ospiti hanno cercato di rispondere alla domanda: “Chi ha coperto don Giovanni?”. Eh già, perchè è emersa solo pochi giorni fa la notizia della mancata denuncia da parte della Chiesa che nel 2012 si limitò a togliere l’abito talare al 56enne non divulgando i motivi del suo allontanamento “per evitare scandalo” scrisse la Congregazione per la Dottrina della fede, l’ex Santo Uffizio, nel provvedimento di dimissione dello stato clericale. Peccato però che sottacendo l’informazione, l’uomo sia tornato a colpire. Infatti, nonostante una condanna già in capo a “don Gianni”, l’ex parroco sarà nuovamente processato per presunti altri 9 casi di abusi. Nell’udienza preliminare del 7 febbraio scorso dinanzi al gup del Tribunale di Bari Roberto Oliveri del Castillo, l’imputato ha chiesto ed ottenuto di essere processato con il rito abbreviato. Trotta è ancora accusato di abusi su minorenni tra i 12 e i 13 anni che facevano parte dello stesso gruppo di giovani calciatori del primo ragazzino.

“Bianco e Nero” ha strappato una battuta a Raimondo Giallella, sindaco di Pietramontecorvino: “Chi è stato in silenzio è complice – ha detto il primo cittadino -. Ora attendiamo che le indagini facciano piena luce”.

Angelo Delle Donne, invece, dirigente della squadra di calcio per la quale “don Gianni” aveva lavorato, ha lasciato tutti perplessi con le sue dichiarazioni: “Una persona distinta e colta. Un amico. Certo non lo posso giustificare, assolutamente ma l’amicizia è un’altra cosa”. Inutili i tentativi di contattare l’avvocato da parte della trasmissione. Il legale di Trotta ha insistito sulla presunzione di innocenza del suo assistito evitando altre domande: “È possibile che l’avvocato di un uomo ridotto allo stato laicale e ritratto in foto hard con dei bambini possa invocare la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio?” il quesito posto dal programma di La7 in chiusura di servizio.

Ricordiamo, infine, che la Congregazione, all’epoca guidata dal cardinale Joseph Levada, impose al vescovo che “la nuova condizione di sacerdote dimesso non doveva provocare scandalo nei fedeli. Tuttavia – aggiunse – se sussiste il pericolo di abuso per i minori l’Ordinario può divulgare il fatto”. Silenzio, quindi. In pochi in paese sapevano, in realtà, che Trotta non era più un prete. “Al funerale del padre aveva il collarino ecclesiastico” raccontano oggi. “Frequentava la chiesa, ci aveva detto che era in attesa di una nuova destinazione”. Cominciò così ad allenare la squadra giovanile. I ragazzini furono bombardati dalle sue avance eppure nessuno denunciò. Poi la dirigenza della squadra lo allontanò per “motivi etici”, senza avvisare la polizia che arriverà qualche giorno dopo su delega della pm di Bari, Filoni. È a quel punto che si aprì uno scenario definito “agghiacciante” dagli inquirenti.

“Distinto, colto”… e pedofilo. Il caso di “don Gianni” fa discutere la nazione

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