Trentenne scrive al Papa e accusa Sepe: «Fui molestato dal prof di religione, la Curia mi ignorò»

Napoli, la lettera-denuncia del napoletano Diego: «Ho avvertito dopo anni il cardinale degli abusi subiti ma nulla si è mosso. E l’insegnante resta ancora al suo posto»

NAPOLI – Molestato dall’insegnante di religione, e il cardinale Sepe, avvertito dopo molti anni dall’accaduto, non ha promosso nessun approfondimento della vicenda. È questo il succo della lettera-denuncia di Diego (nome di fantasia) pubblicata su Repubblica e diretta a papa Francesco, al prefetto della Congregazione per i vescovi e il cardinale Marc Ouellet. «Con la presente lettera intendo denunciare il cardinale Crescenzio Sepe, per grave negligenza nell’esercizio del proprio ufficio» è l’attacco di Diego, che racconta di aver subito molestie nell’89 da parte del professore di religione, tra i banchi di scuola media. Molti anni dopo, nel 2010, avrebbe richiesto un colloquio all’arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe, dopo aver svelato a moglie e figli la storia degli abusi subiti. Ma, pare, Diego non ha ottenuto risposta. Da qui il j’accuse nei confronti della Curia partenopea, rea secondo Diego di non aver indagato sull’accaduto. Contestuale è partita anche la denuncia nei confronti del prof di religione.

«Qualora il Papa giudicasse verosimili le prove presentate, nominerà una commissione ad hoc per svolgere l’indagine – si legge nell’articolo -. E poiché si tratta di un procedimento a carico di un cardinale, sarà Bergoglio stesso, a pronunciarsi dopo la conclusione delle indagini. Sepe rischia la rimozione dall’ufficio di arcivescovo».

In una lunga nota diffusa sul caso dalla Curia di Napoli, il cancelliere arcivescovile padre Luigi Ortaglio ricostruisce la vicenda e conclude evidenziando che «trasmessi gli atti dell’attività istruttoria della Congregazione per la dottrina della fede, questa nel 2016 riteneva non essere emersi gli elementi sufficienti per avviare un processo penale». «Nell’anno 2010 – si evidenzia – la Curia arcivescovile riceveva lettere» da parte della vittima di abusi e del suo psichiatra, il dottor A. R., che denunciavano presunti abusi subiti dall’età di 13 anni a quella di 17 da parte di un sacerdote, don S.M., negli anni 1986-1992. «Nonostante fino a quel momento» il sacerdote «avesse sempre goduto della stima dei superiori e dei fedeli, svolgendo con dedizione il ministero sacerdotale in due Parrocchie, l’Arcivescovo incaricò immediatamente il Vicario generale di condurre un’indagine per verificare la verosimiglianza delle accuse mosse. Il Vicario generale pertanto incontrò ed ascoltò» prima la presunta vittima, il suo psichiatra ed il sacerdote «il quale fin da subito negò decisamente la veridicità di quanto affermato. Comunque, nonostante nulla confermasse le accuse, si convenne insieme al sacerdote sull’opportunità di un periodo sabbatico di riposo e distacco dalla Parrocchia presso una comunità religiosa, fuori diocesi».

La nota della Curia

Nel 2014 il giovane «prima personalmente e poi tramite il suo legale, l’avvocato Sergio Cavaliere, chiedeva di essere ancora una volta ascoltato dall’ Autorità ecclesiasticae di ottenere dall’Arcidiocesi di Napoli un risarcimento per i danni provocati dai presunti abusi da lui denunciati». Nel frattempo, la vittima, sostenuta dalla Rete “L’Abuso” «si è rivolto al Santo Padre. La Congregazione per la dottrina della fede, come avviene generalmente in questi casi, con lettera del 2 ottobre 2014 affidava all’Arcidiocesi di Napoli il compito di effettuare una investigatio previa a norma del can. 1717 del C.J,C’. Pertanto, sottolinea padre Luigi Ortaglio, «nell’ambito di tale indagine sono stati di nuovo formalmente ascoltati la presunta vittima, il suo psichiatra, l’accusatore, il suo psicologo, vari testimoni, tra cui uno indicato dallo stesso accusatore ed un altro spontaneamente presentatosi dopo una nota trasmissione televisiva Rai che si è occupata del caso. Inoltre, nell’ambito di tale istruttoria, su indicazione della Congregazione per la Dottrina della Fede, è stato chiesto» al denunciante «di sottoporsi a una perizia psichiatrica, affidata ad un neuropsichiatra specializzato in psicologia forense, vittimologia e criminologia, qualificato per la cosiddetta “ricostruzione della memoria testimoniale”. Purtroppo non è stato possibile espletare tale perizia per il rifiuto del periziando».

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/17_febbraio_06/trentenne-scrive-papa-accusa-sepe-fui-molestato-prof-religione-curia-mi-ignoro-a384e1e2-ec5c-11e6-927f-422b8117ee28.shtml