«L’istituto Provolo ora deve lasciare l’Argentina»

Il garante per i diritti e la protezione dei portatori di handicap di Mendoza (ovest dell’Argentina) ha chiesto che i responsabili religiosi della sede locale dell’Istituto per sordomuti Provolo, con base a Verona, lascino la provincia (entità federale), dopo lo scandalo per gli abusi sessuali commessi da due sacerdoti, uno dei quali italiano, attualmente detenuti.

«L’istituto ha perso ogni autorità morale e, sebbene non sia obbligato legalmente a farlo, dovrebbe consegnare la sua sede allo Stato ed andarsene», ha detto Juan Carlos Gonzalez al quotidiano locale Los Andes, aggiungendo che sarebbe meglio «evitare un sequestro da parte dello Stato, perchè questo vorrebbe dire che alla fine chi paga sono gli abitanti locali».

Gonzalez si è presentato come parte civile nell’inchiesta aperta contro un chierichetto, due impiegati amministrativi e due sacerdoti dell’istituto – uno dei quali, l’82/enne Nicola Corradi, è italiano – per presunti abusi pedofili ai danni di almeno 22 minorenni sordomuti. Corradi era già noto per gli abusi che aveva commesso nella sede di Verona dell’Istituto per sordomuti Provolo, le cui vittime si sono organizzate per chiedere giustizia a Papa Francesco e alla Chiesa.

Lo stesso istituto dispone di un’altra sede in Argentina, a La Plata – capitale della provincia di Buenos Aires – da dove era arrivate Corradi nel 1996, e le autorità di Mendoza hanno annunciato che la procura locale si è messa in contatto con quella di La Plata per accertare se non si sono registrati abusi anche in quella regione.

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