Pedofilia in Argentina Zenti: pronti ad aiutare i pm

A sinistra il momento dell’arresto del sacerdote veronese don Nicola Corradi, 82 anni, attualmente in carcere a Boulogne sur Mer (Argentina)

«Pronti a collaborare con le autorità argentine, nel caso ci arrivasse una richiesta». Il vescovo Giuseppe Zenti commenta così il caso don Nicola Corradi, il sacerdote veronese, membro della Congregazione don Antonio Provolo, arrestato in Argentina con l’accusa di aver abusato di due minori. Un episodio che, anche se avviene oltreoceano, riapre in città la ferita delle accuse che hanno riguardato l’omonimo istituto per sordomuti. Secondo le associazioni delle vittime, che hanno fatto aprire un’indagine nel 2009, gli abusi sarebbero stati perpetrati per una trentina d’anni: fino al 1984. «Siamo informati di quanto sta accadendo in Argentina – dice ora il vescovo – e auspichiamo che il caso don Corradi, sacerdote che si trova in quel Paese da decenni, sia risolto con il buon senso e positivamente. Se possiamo aiutare in qualche maniera, con documenti e testimonianze, siamo a disposizione delle autorità».

Nessuna intenzione di ignorare il fatto, dunque, ma rimane la linea seguita in questi anni dalla diocesi: quella di evitare il conflitto, ritornando su di un caso che la Chiesa veronese considera «chiuso». «Siamo in possesso – prosegue monsignor Zenti – di una sentenza della magistratura che non è stata pubblicizzata e che conoscono in pochi. Purtroppo, perché questa pronuncia diminuisce di molto la consistenza dei fatti, almeno come sono stati presentati in certe versioni. Abbiamo deciso di non diffonderla per evitare ulteriori reazioni violente. Naturalmente, ci sono stati episodi da condannare nel modo più assoluto, ma non diffusi come è stato fatto credere».

Intanto in Argentina il caso guadagna più spazio giorno dopo giorno sui giornali e televisioni. A finire nel carcere Boulogne sur Mer, un quartiere di Buenos Aires sono stati in due: oltre a don Corradi, che ora ha 82 anni, un suo confratello di 56, don Horacio Corbacho. Ci sarebbero ventidue denunce: tutte si riferiscono a casi accaduti tra il 2007 e il 2009. La confraternita don Antonio Provolo ha due sedi nel Paese sudamericano: a Mendoza, dov’erano attivi i sacerdoti e a La Plata: anche qui ci sarebbero state delle vittime.

Il vescovo C’è una sentenza italiana che diminuisce la portata delle accuse

https://www.pressreader.com/italy/corriere-di-verona/20161211/281492160949447