Roma, accusò esponenti della Curia di pedofilia: sacerdote condannato per calunnia

Si tratta di Patrizio Poggi, ex parroco della Chiesa di San Filippo Neri. Il giudice gli ha inflitto 6 anni e 11 mesi di reclusione. Era già stato condannato in passato per abusi su minori e ridotto allo stato laicale

Denunciò, sapendo di mentire, alti esponenti della Curia romana, tirandoli in ballo in un presunto giro di pedofilia e prostituzione minorile. In pratica, denunciò l’esistenza di un’organizzazione criminale che avviava alla prostituzioni minorenni, mettendoli a disposizione del clero romano. Dichiarazioni non veritiere che hanno determinato prima il suo arresto nel giugno del 2013 e oggi una condanna in tribunale a 6 anni e undici mesi di reclusione per il reato di calunnia aggravata e continuata. E’ quanto il giudice monocratico di Roma, Angelo Giannetti, ha inflitto all’ex sacerdote Patrizio Poggi, già parroco della Chiesa San Filippo Neri, dopo una condanna in via definitiva a 5 anni per alcuni abusi su minori.

Il procuratore aggiunto Maria Monteleone ha chiesto 9 anni di reclusione, ritenendo dimostrato che Poggi abbia concepito il suo “piano” calunnioso, anche costruendo false prove testimoniali, “in quanto animato da risentimento per motivazioni personali nei confronti di alcuni dei prelati da lui accusati di fruire di prestazioni sessuali a pagamento con minorenni”. Poggi avrebbe agito così anche perché convinto “che l’esito positivo delle indagini da lui stimolate sul fenomeno dei cosiddetti preti pedofili potesse incidere positivamente, anche con iniziative ricattatorie, sul suo tentativo di ottenere dal Vaticano la revoca del provvedimento di dimissione dallo stato clericale e su un’eventuale revisione del processo con cui era stato condannato, in passato, per atti sessuali con minorenni”. Poggi, nel frattempo, era stato sospeso a divinis e ridotto allo stato laicale proprio a causa delle gravi vicende giudiziarie in cui era stato coinvolto.

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