Lo scandalo infinito dei preti pedofili. Ospiti scomodi di Villa Sacro Cuore

– CITTA’ DI CASTELLO –
GIOVANNI DESIO, ex sacerdote di Ravenna condannato per atti sessuali contro minorenni; don Stefano Cavalletti pizzicato in un coca party e finito nei guai per reati connessi agli stupefacenti; don Massimo Iuculano di Vercelli, condannato per diversi episodi di violenza sessuale su minori: sono soltanto alcuni degli uomini di chiesa passati a Città di Castello, a Villa Sacro Cuore, dal 2011 adibita a centro di recupero per sacerdoti ‘in difficoltà’. A fotografare la situazione di questo luogo, immerso nelle colline tifernati che da cinque anni è finito alla ribalta delle cronache come una sorta di casa per preti ‘deviati’, è stata la trasmissione Melog di Radio24 condotta da Gianluca Nicoletti, nella puntata andata in onda l’8 novembre alle 12.
TRA GLI OSPITI il presidente della rete «L’abuso», Francesco Zanardi, e il giornalista Federico Tulli che ha appena pubblicato un libro su «Preti e Pedofilia». Secondo un’inchiesta svolta dalla rete «L’abuso» (associazione italiana vittime dei predi pedofili), sono almeno 100 i sacerdoti attualmente indagati per pedofilia e più di 120 quelli condannati, solo negli ultimi 15 anni. L’associazione parla di alcune «strutture della chiesa dove vengono ospitati sacerdoti con varie problematiche tra cui la pedofilia, spesso per nasconderli da occhi indiscreti in attesa di una futura destinazione, altre volte per scontare la pena agli arresti domiciliari», dice il presidente e portavoce dell’associazione Zanardi. Si fa riferimento a istituti dislocati nelle Marche e nell’Umbria e in special modo a villa Sacro Cuore di Città di Castello, 56 posti letto destinati via via a numerosi sacerdoti italiani finiti nel vortice dello scandalo e, forse, a qualche prelato dall’estero.
TRA I SACERDOTI che avrebbero soggiornato qui anche padre Thomas Ouso Kodijan, indagato nei mesi scorsi a Lucca per abuso di minore e Giampiero Peschiulli sacerdote brindisino condannato per pedofilia. Zanardi racconta inoltre di essere venuto in possesso nel luglio di quest’anno di una lettera inviata da un gruppo di sacerdoti di Città di Castello che non gradirebbero la presenza di questi ‘ospiti’, scomodi. Una missiva anonima che però renderebbe noto il malumore dei tanti preti perbene della zona a dover fare i conti con una struttura, spesso nell’occhio del ciclone della cittadinanza.
Cristina Crisci
notizie tratte da La Nazione www.lanazione.it

 

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