“Punire severamente gli abusatori”, chiedono Francesco e Mattarella. Ma non sempre i giudici li ascoltano

Questa è una tragedia non dobbiamo tollerare abusi sui minori dobbiamo difendere i minori e punire severamente gli abusatori”. Papa Francesco ha aggiunto a braccio questa dichiarazione ferma e severa, che impegna per primi i tribunali ecclesiastici e tutti i vescovi ad abbandonare omertà e perdonismo nei confronti dei preti pedofili, al forte incoraggiamento rivolto oggi all’Associazione Meter presente in piazza San Pietro in occasione della Giornata Nazionale per i bambini vittime. “Saluto – ha detto Bergoglio dopo il Regina Caeli – l’Associazione Meter, che da tanti anni lotta contro ogni forma di abuso sui minori. Grazie per il vostro impegno e continuate con coraggio!”.  “La voce del Pontefice – ha commentato a caldo il fondatore di Meter, don Fortunato Di Noto – si è dunque levata forte e chiara innanzi alla pattuglia di Meter riconoscibile per i cappellini e le magliette gialle indossate per l’occasione. Un giallo che vuole ricordare i colori della primavera, della rinascita, della vita che ritorna. Anche e soprattutto dopo l’abuso. Un impegno chiaro e concreto che l’Associazione porta avanti dal 1989. Noi andremo oltre e non tollereremo il silenzio e la impunità. Siamo commossi e orgogliosi per le parole pronunciate da Papa Francesco”. “Parole chiarissime – ha aggiunto il sacerdote – che stavolta segnano un punto di non ritorno: il Papa ci ha spinto ad andare oltre, ci ha incoraggiati dandoci una carica pazzesca per la nostra missione. Siamo con lei, Santità, al servizio della Chiesa e della società civile per difendere tutti i bambini. E al Papa ed ai bambini del mondo facciamo promessa: non vi deluderemo, saremo sempre pronti a correre in vostra difesa”.

Espressioni analoghe a quelle di Papa Francesco ha usato anche il Capo dello Stato, Sergio Mattarella che ha chiesto nuovamente ieri  che la giustizia in questi casi sia ”rapida, ampia e severa’‘.

Nella pratica però accade che la Giustizia italiana tenda a chiudere un occhio in certi casi. Ad esempio, come abbiamo già segnalato alcuni giorni fa, la Corte D’Appello di Ancona ha dimezzando la pena inflitta a don Giangiacomo Ruggeri: un anno, undici mesi e dieci giorni e pena sospesa”. Il parroco di Orciano era stato condannato per atti sessuali su una tredicenne e atti osceni in luogo pubblico ma in secondo grado è stato accolto integralmente il ricorso della difesa riformando la sentenza di primo grado che condannava il sacerdote ad una pena comunque troppo mite: due anni e sei mesi. C’è da chiedersi se questa sia giustizia. Si può ancora sperare che almeno le norme canoniche (che prevedono per questi casi la riduzione allo stato laicale, perché il sacerdozio non serve a salvare l’individuo ma è un servizio agli altri)  siano applicate in modo serio dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, che è competente su questi casi. Riportiamo una dichiarazione dell’arcivescovo di Malta Charles Scicluna, presidente della Corte d’Appello della CDF, che sembra appropriata a questa situazione: nel caso “in cui un processo civile penale ha trovato il chierico colpevole di abusi sessuali su minori o quando le prove sono schiaccianti, la Congregazione per la Dottrina della Fede può scegliere di portare il caso direttamente al Papa con la richiesta che egli emani un decreto ex officio di dimissione dallo stato clericale. Non vi è alcun rimedio canonico contro tale decreto papale”.

E Papa Francesco il 27 maggio 2014 sull’aereo che lo riportava da Gerusalemme a Roma fu molto chiaro in proposito: “In Argentina, ai privilegiati noi diciamo: ‘Questo è un figlio di papà’. In questo problema non ci saranno figli di papà. In questo momento, ci sono tre vescovi sotto indagine: sotto indagine, tre, e uno è già condannato e si sta valutando la pena da comminare. Non ci sono privilegi. Questo abuso dei minorenni è un reato tanto brutto, tanto… Noi sappiamo che è un problema grave dappertutto, ma a me interessa la Chiesa. Un sacerdote che fa questo, tradisce il Corpo del Signore, perché questo sacerdote deve portare questo bambino, questa bambina, questo ragazzo, questa ragazza alla santità; e questo ragazzo, questa bambina si fida, e questo invece di portarli alla santità, abusa di loro. E questo è gravissimo! E’ proprio come… farò un paragone soltanto: è come fare una Messa nera, per esempio. Tu devi portarlo alla santità e lo porti a un problema che durerà tutta la vita… Prossimamente ci sarà una messa con alcune persone che hanno subito abusi, a Santa Marta, e poi una riunione con loro: io e loro, con il Cardinale O’Malley che è della Commissione. Ma su questo si deve andare avanti, avanti: tolleranza zero”.

http://www.farodiroma.it/2016/05/01/la-giornata-dei-bambini-vittime-dei-pedofili-punire-severamente-gli-abusatori-chiedono-francesco-e-mattarella-ma-non-sempre-i-giudici-li-ascoltano/

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