Il Papa vede Borghetti e convoca Oliveri

Top secret i contenuti dell’incontro. Verso la fine la coabitazione trai due alti prelati.

ALBENGA. Ieri Borghetti, lunedì Oliveri. Il Papa convoca i due vescovi per mettere fine alla coabitazione durata ormai più di un anno. È iniziato a mezzogiorno ed è durato20minuti l’incontro in Vaticano tra Papa Francesco e il vescovo Guglielmo. Un incontro convocato praticamente senza preavviso, al punto che Borghetti era atteso ieri mattina nell’imperiese per partecipare ad un convegno, e sui cui contenuti il vescovo mantiene il più stretto riserbo. «Ogni vescovo periodicamente incontra il Papa, e stavolta è toccato al Vescovo Guglielmo. È stato un incontro cordiale, dominato da sentimenti di stima reciproca» fa rispondere Borghetti dal segretario Luca Gabriel. Ma per capire il vero significato della convocazione di Borghetti in Vaticano e i reali contenuti del colloquio bisognerà probabilmente aspettare alcuni giorni. Fino a lunedì, per la precisione, quando secondo fonti romane il Pontefice riceverà il vescovo Mario Oliveri. In realtà è prevedibile che Bergoglio abbia anticipato a Borghetti quello che dirà lunedì a Oliveri, cioè che la sua esperienza di vescovo titolare (anche se ormai bisognerebbe dire nominale) è esaurita. Insomma,il Papa consegnerà probabilmente al vescovo Mario la lettera di pensionamento, rispettando così una promessa fatta a suo tempo a Borghetti. Quando chiese al Vescovo Guglielmo di lasciare Pitigliano per trasferirsi ad Albenga, infatti, Francesco avrebbe infatti fissato una sorta di termine massimo alla durata della coabitazione: un anno, entro il quale Oliveri avrebbe avuto l’opportunità di uscire di scena volontariamente, e al termine del quale sarebbe stato sollevato dall’incarico. E quell’anno è trascorso da qualche settimana. Certamente Bergoglio e Borghetti avranno parlato anche di altre cose, come ad esempio della situazione economica della curia e della Caritas o magari di certe questioni spinose che riguardano il clero ingauno, temi che però passano in secondo piano di fronte all’avvicendamento, anche formale, ormai imminente.

REB. Il Secolo XIX Savona

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