SCANDALO O MESSA IN SCENA MONTATA AD ARTE? LE ACCUSE A MONSIGNOR GERARDO ANTONAZZO

Otto seminaristi accusano il vescovo di abusi: la procura della Repubblica di Cassino apre un’inchiesta ma gli inquirenti mantengono il totale riserbo

Sembra essere una storia già ascoltata: sacerdoti che si difendono da accuse di violenze e abusi sostenendone l’infondatezza. Eppure è quanto esprimono con fermezza dal Vaticano: “In questa situazione le accuse nascono da contestazioni costruite da persone respinte dal seminario perché non idonee al cammino sacerdotale.”

L’indagine avviata lo scorso dicembre, riguardava il vescovo Mons. Antonazzo, dopo che la Procura di Cassino aveva ricevuto una lettera firmata da un seminarista maggiorenne, in cui si denunciano violenze per otto seminaristi. A capo dell’indagine il procuratore capo Luciano d’Emmanuele.

La posizione della chiesa
Secondo l’ART. 7 della Costituzione italiana, “lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine indipendenti e sovrani.” Da Don Davide Cito, esperto docente di Diritto penale canonico alla Pontificia Università della Santa Croce, arriva una considerazione molto importante riguardo le denunce: “Occorre tenere conto poi che vi sono delitti importanti per la chiesa e non per lo stato. Ad esempio la profanazione dell’eucaristia. Per la chiesa è il delitto più grave mentre per lo stato non ha alcun valore. Ci sono invece alcuni delitti che sono rilevanti per entrambi, è il caso dei reati di pedofilia.” E ancora: “La Costituzione apostolica ‘Pastor bonus’ del 1988 riconosceva che la competenza dei delitti più gravi (tra questi gli abusi sui minori da parte di chierici) sono di competenza della Congregazione per la dottrina della fede.” Si inseriscono in questo dibattito, però, anche le violenze perpetrate sui maggiorenni e sulle persone che affidandosi alle cure di sacerdoti subiscono violenze, fisiche e mentali. E sulla questione di abuso del potere ministeriale del sacerdozio anche Papa Francesco ha spesso detto la sua.

Papa Francesco e la sua battaglia

Anche Bergoglio, oggi Papa Francesco, ha reso la battaglia alla pedofilia e agli abusi nel clero, uno dei punti cardine del suo pontificato. Eletto il 13 marzo del 2013, già il 5 aprile seguente ricevendo in udienza l’arcivescovo Gerard Muller ribadisce che si agisca con forza dinanzi alle molestie, su minori in particolare. Ma nonostante le parole spesso pronunciate contro chi abusa, le richieste di espulsione di chi commette questi atti “insani” ai Vescovi che ne fossero a conoscenza, e le dichiarazioni sui diritti dei piccoli in particolare, c’è chi lo accusa: Peter Saunders, laico che lo stesso Bergoglio volle nella commissione vaticana contro i preti pedofili attiva dal 2014, rilasciò una intervista shock alla BBC: “Durante il papato di Francesco la chiesa cattolica non ha fatto nulla per eliminare il problema degli abusi, e lui è parte del problema”.

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