Spuntano altri episodi bui sull’ex parroco Zappella Informato il vescovo Borghetti

SAVONA. Una condanna con rito abbreviato del tribunale di Pinerolo nel 1991 per atti di libidine violenta su due minori e una richiesta di archiviazione avanzata dal pm savonese Ferro ad ottobre scorso per atti sessuali su uno straniero, all’epoca (2005) presunto minorenne. Ce n’è stato abbastanza per spingere il vescovo coadiutore di Albenga, Guglielmo Borghetti a chiedere le dimissioni di don Francesco Zappella da parroco del santuari odi Sant’Antonio da Padova di Borghetto. E dal nove dicembre la parrocchia è stata affidata a Francesco Zuccon. DonZappella,però,ha continuato a dire messa, ad incontrare i parrocchiani che per anni hanno affollato la chiesa e soprattutto respinto come non veritiere e mediatiche le accuse di pedofilia nei confronti del prete entrato in seminario ad Albenga nel 1991dopo essere stato condannato ad un anno e due mesi dal tribunale piemontese. Ma il passato di don Francesco, cittadino onorario di Trenta Y Tres, cittadina uruguaiana dove ha una missione, sembra nascondere altri aspetti oscuri. E presenta una similitudine con il caso savonese di Nello Giraudo. Alla fine degli anni‘90,infatti, Francesco Zappella ha svolto il ruolo di educatore in una parrocchia pinerolese e già all’epoca era finito nel mirino degli inquirenti per atteggiamenti “insoliti” con i bambini. Solo due genitori, all’epoca ebbero la forza di denunciare i fatti, ma per almeno 3-4 ragazzini ora quarantenni, una gita parrocchiale si trasformò in un vero e proprio incubo con l’educatore a parlare di masturbazione e a cercare il contatto coni ragazzini di cui doveva prendersi cura. Insomma, con ruoli differenti, una trama che assomiglia a quella del caso dell’ex prete savonese. Decinedi interrogatori e verbali hanno portato alla luce anche come lo Zappella abbia cercato di toccare un giovane, all’epoca ventenne, senza però riuscirci. Un faldone di atti di cui dispone da alcuni mesi anche il vescovo coadiutore Borghetti e che potrebbe finire nello scontato processo canonico aperto, secondo indiscrezioni, direttamente dal Vaticano. Ma come era successo a Giraudo all’epoca della sua permanenza a Valleggia, don Zappella ha continuato a dire messa a Borghetto nella sua ex parrocchia e senza alcun intervento dall’alto.

Giovanni Ciolina Il SECOLO XIX Savona

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