Preti pedofili, la mappa degli abusi Le ombre sulle diocesi lombarde

Inchieste e condanne in aumento dal 2003. Pene per 47 anni di carcere.

L’ULTIMO è stato arrestato il 10 febbraio: don Diego Rota parroco di Solza, Bergamo. «Adescava ragazzini», secondo la procura di Brescia che lo indaga per prostituzione minorile. L’ultimo, sì. Di quanti? In quindici anni l’ombra della pedofilia sulla chiesa lombarda ha seguito una parabola in crescita, di pari passo con l’aumento dell’attenzione mediatica e quindi della condanna dell’opinione pubblica. Oggi più che mai: sull’onda del pluripremiato successo cinematografico di «Spotlight» e del clamore suscitato dal caso-Pell, il tema torna ad accendere il dibattito, a spaccare le coscienze. Non bisogna andare troppo indietro nel tempo per scoprire che non sempre è stato così. Prima dei 2000 c’è il nulla, o quasi: le testimonianze rimaste di vecchie inchieste alla fine dei ’90 parlano solo di preti rigorosamente anonimi «arrestati per abusi» (un caso a Milano, un altro a Varese). Dobbiamo aspettare il 2004 per trovare documentata la prima condanna in Cassazione: da allora e fino al 2015 se ne contano sette nella nostra regione. DonMauro Stefanoni di Laglio, donMatteo Diletti di Bratto (Bergamo), don Roberto Mornati di Gavirate (Varese), don Marco Baresi di Brescia, don Walter Mariani di Mantova, don Domenico Pezzini di Lodi, don Giuseppe Abbiati di Borgarello (Pavia). In tutto fanno 47 anni e un mese di carcere. Quattro, invece, i preti che hanno patteggiato. Due sono stati rinviati a giudizio, altrettanti sono arrivati a sentenza in primo grado. Alcuni sono morti di vecchiaia, altri sono tornati a dire messa in nuove parrocchie, due si sono suicidati, di uno si sono perse le tracce. Religiosi (una sola donna) equamente distribuiti fra le 10 diocesi. Abbiamo provato a disegnare una mappa, partendo dalla documentazione raccolta su scala nazionale dall’associazione «Rete l’abuso». Milano, Bergamo, Brescia, Como, Crema, Cremona, Lodi, Mantova, Pavia, Vigevano: nessuna di loro può scagliare la prima pietra.

IL GIORNO del 7 marzo 2016 pag 19

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