Chi sono i sacerdoti? Fedeli tra pedofilia e amicalità

Un test psicologico del Cnr assicura caratteristiche di coscienziosità e bassa impulsività. Evidentemente il demone non si manifesta chiaramente nella personalità dei religiosi ma si annida, probabilmente, nei reconditi ben più profondi e bui della patologia mentale.

Mai come oggi l’operato dei sacerdoti della Chiesa Cattolica è esposto al severo giudizio della pubblica opinione. L’incrollabile e ingenua fiducia nella figura del “prete buono” è stata, negli ultimi anni, travolta dallo scandalo pedofilia. I fedeli sono smarriti e, nell’incertezza, nutrono serie perplessità nell’operato dei ministri di Dio.

Le denunce di abusi su minori in cui è coinvolto un sacerdote – stando ai dati diffusi dal Vaticano – sono circa 600 l’anno e, nel decennio 2004-2013, sono stati circa 900 i preti “cacciati” dalle gerarchie ecclesiali, ossia ridotti allo stato laicale e impossibilitati a proseguire nel loro ministero.

Ma chi sono veramente i sacerdoti e perché in così tanti fanno del male? La risposta – stando ad uno studio dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibfm-Cnr) di Catanzaro ideato e coordinato da Antonio Cerasa e pubblicato sulla rivista Personality and Individual Differences – non dovrebbe essere cercata nella fede da loro professata. Anzi, dovrebbe essere l’esatto opposto.

Il gruppo di ricerca del dott. Cerasa, infatti, grazie all’impiego del ‘Neo Personality Inventory’, uno dei test più accreditati per la valutazione della personalità, ha stabilito che i sacerdoti, come gli altri credenti, sono caratterizzati da amicalità, coscienziosità e bassa impulsività.

“La coscienziosità che indica affidabilità, puntualità, capacità di auto-organizzarsi – spiega il ricercatore dell’Ibfm-Cnr – è un tratto già considerato uno dei pilastri del profilo del credente, si conferma alto in fedeli laici e risulta alto anche nei sacerdoti, con maggior evidenza tra i diocesani. Per quanto riguarda l’amicalità – fattore con cui si intende la capacità di essere empatici, modesti, sensibili, altruisti e fiduciosi – finora poco studiata nei ministri del culto in genere, è emerso che tutte le persone credenti hanno un alto punteggio, ma tale fattore risulta significativamente maggiore nei sacerdoti rispetto ai laici. Per i fattori ‘stabilità emotiva’ e ‘estroversione’ si nota chiaramente nei sacerdoti la scarsa impulsività e lo scarso desiderio di andare alla ricerca di nuove sensazioni – continua Cerasa – mentre per ‘l’apertura mentale’ sia i fedeli laici sia i sacerdoti mostrano una chiara tendenza ad approfondire ciò che è già conosciuto, piuttosto che esplorare nuovi ambiti di conoscenza, e, per ciò che attiene ai valori, ad affidarsi ad un’autorità riconosciuta all’interno della comunità”.

Evidentemente il demone della pedofilia  non si manifesta chiaramente nella personalità di un sacerdote, ecco perché il grande smarrimento dei fedeli, ma si annida probabilmente nei reconditi ben più profondi e bui della patologia mentale.

A darcene conferma è lo stesso dott. Cerasa che – contattato al telefono –  ha voluto precisare che la ricerca fatta dall’Ibfm-Cnr è di àmbito psicologico e non ha nessuna finalità né possibilità di stabilire se un sacerdote è un pedofilo o meno. La pedofilia – ha concluso Cerasa – è una patologia che va trattata in àmbito psichiatrico e non certo psicologico.

Ferdinando Fontanella

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Chi sono i sacerdoti? Fedeli tra pedofilia e amicalità

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