Disposto processo per Don Antonello Tropea, prete accusato di prostituzione minorile

Si avvicina il processo per Don Antonello Tropea, il sacerdote di 44 anni, arrestato alla fine del 2015 dalla squadra mobile di Reggio Calabria per prostituzione minorile, sostituzione di persona, detenzione di materiale pedopornografico ed adescamento di minorenni. Il  gip reggino ha infatti accolto la richiesta di giudizio immediato avanzata dal sostituto procuratore, Sara Amerio, per cui vi è l’evidenza della prova, e per questo si può “saltare” l’udienza preliminare”, in riferimento all’accusa di prostituzione minorile. Il gip ha quindi disposto l’ inizio del processo a carico dell’ex parroco di Messignadi Di Oppido Mamertina il 12 aprile prossimo dinnanzi al Tribunale di Reggio Calabria. Don Tropea peró, attraverso i suoi legali Andrea e Giuseppe Alvaro, potrà comunque fare istanza di rito abbreviato e quindi comparire dinnanzi al gup e non più dinnanzi al Collegio.   In riferimento comunque agli altri reati la Procura Reggina ha chiuso le indagini. Tale decisione arriva dopo lo svolgimento, avvenuto qualche settimana fa, dell’incidente probatorio in cui  si sono registrate, dinnanzi al gip Antonio Scortecci, le testimonianze delle presunte vittime di Don Antonello Tropea. Il 14 gennaio scorso infatti il pm Sara Amerio ha chiesto al gip l’audizione di tre ragazzi di giovane età . Tra questi in aula è comparso il minorenne, all’epoca dei fatti, che era stato trovato in compagnia del parroco di Messignadi di Oppido Mamertina il 16 marzo dello scorso anno quando una “volante” del Commissariato locale alle 11 di sera controllerà, nei pressi della zona industriale di Gioia Tauro, un’automobile su cui erano presenti il sacerdote e l’allora 17enne. L’incidente probatorio  è stato richiesto anche per l’audizione di un altro ragazzo a cui il parroco avrebbe offerto danaro in cambio di prestazioni sessuali e di di un altro giovane nei cui confronti il prete è accusato di un tentativo di prostituzione minorile. Don Antonello Tropea, subito dopo l’arresto, ha ottenuto la sostituzione della misura cautelare e dal carcere è passato  agli arresti domiciliari che sta scontando lontano dalla Calabria. Il caso che l’ha visto coinvolto ha molto interessato l’opinione pubblica considerata la gravità delle accuse mosse ad un uomo di Chiesa. Il quadro accusatorio nei confronti di Tropea è infatti molto grave.  «Ha come obiettivo sessuale giovani maschi, senza pretese di relazioni sentimentali, preferibilmente che abbiano compiuto 18 anni, al fine di evitare conseguenze penale. Tuttavia, nella ricerca di questo target, che sfiora il rilievo penale, incrocia più volte anche minorenni con le medesime tendenze sessuali, talvolta disponibili solo  a pagamento. In tali casi, Antonio Tropea , non si ferma ma continua, e si conserva accuratamente il materiale pedopornografico ricevuto», così il gip Scortecci definiva il comportamento del parroco. Adesso Don Tropea dovrà comparire dinnanzi ai giudici.  Angela Panzera – See more at:

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