Pell accusa predecessore a Melbourne: crimini e insabbiamento

Mons. Little e testimonianze davanti a commissione a Roma

Roma, 2 mar. (askanews) – Il cardinale George Pell ha definito la diocesi di Melbourne – dove è stato vescovo ausiliare (1987-1996) prima di diventare l’arcivescovo – un “mondo di crimini e insabbiamento”, suggerendo in particolare che il suo predecessore, mons. Frank Little, sia stato sollecitato alle dimissioni, nel 1996, per inadempienza verso le accuse emerse contro i preti pedofili della diocesi. Nella terza audizione davanti alla Royal Commission into Institutional Responses to Child Sexual Abuse (“Commissione reale sulle Risposte istituzionali agli Abusi sessuali sui Minori”), la scorsa notte, in video-collegamento da Roma con l’Australia, l’attuale prefetto per la Segreteria dell’Economia, ha espresso il suo “rammarico” per non aver fatto di più nel caso di un prete pedofilo in un’altra diocesi, Ballarat. Il porporato, che si è detto disponibile a incontrare le vittime di preti abusatori giunti a Roma per assistere alle sue audizioni, verrà ascoltato ancora questa sera, per la quarta e ultima testimonianza. Le vittime, intanto, chiedono di incontrare Papa Francesco. Questa sera quarta e ultima testimonianza. La commissione ha esaminato alcuni casi di preti pedofili a Ballarat e Melbourne, nello Stato australiano di Victoria, relativi agli anni Settanta e Ottanta. Quanto al fratello Edward (Ted) Dawlan, insegnante al St Patrick’s College di Ballarat, il porporato, che all’epoca era vicario episcopale per l’educaizone, ha ammesso che vi erano “voci” circa le sue “attività con i giovani”, precisando però che erano “non specifiche” sugli abusi sessuali e concludendo: “Mi rammarico di non aver fatto di più in quel momento”. La commissaria Gail Furness ha poi passato in rassegna il caso del sacerdote Peter Searson, parroco nella diocesi di Melbourne, poi condannato nel 1997 per abusi sessuali su minore e morto nel 2009. Il sacerdote, oggetto di “una litania di accuse”, minacciava i bambini con armi e uccidendo davanti a loro animali, e lo stesso Pell lo ha definito come “un uomo sconcertante, nei suoi momenti peggiori poteva essere descritto come uno dei preti più sgradevoli che io abbia conosciuto”, ma “non avevamo sufficienti evidenze per rimuoverlo”. L’allora arcivescovo della diocesi, mons. Frank Little, ora defunto, “sembrava – secondo Pell – incapace di affrontare padre Searson, o anche di fornire informazioni adeguate sulla situazione” e ha reagito in modo “assolutamente insoddisfacente” alle preoccupazioni che circolavano sul sacerdote, prese “decisioni sbagliate” e, sebbene si dimise in anticipo sull’età della pensione formalmente per motivi di salute, “non mi sorprenderebbe” se tra le reali cause delle dimissioni ci fosse una richiesta del nunzio dell’epoca in Australia, mons. Franco Brambilla, dovuta alla sua inadeguatezza sui casi di pedofilia. “Ero fortemente critico di come l’arcivescovo Little gestiva i casi contro i preti”, ha detto Pell. Il porporato ha detto peraltro di essere stato ingannato dal Catholic Education Office che non gli ha fornito adeguate informazioni sul caso di questo sacerdote. La commissaria, citando questo fatto, le critiche all’arcivescovo Little, e analoghe accuse rivolte da Pell ieri in merito al vescovo Mulkearrns di Ballarat, ha commentato: “E’ una posizione straordinaria, cardinale”. “Quello – ha ribattuto il porporato – era uno straordinario mondo di crimini e coperture e le persone non volevano che lo status quo venisse disturbato”. Ska Ska MAZ

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