“Spotlight” sui preti pedofili vince l’Oscar come miglior film

Appello dei produttori a Papa Francesco: “Pensare ai bambini”. Ma non è l’unico discorso ‘duro’ della notte più attesa del cinema. C’è spazio anche per la polemica bianchi/neri innescata da Spike Lee“

LOS ANGELES (USA) – “Mad Max” pigliatutto agli 88esimi Oscar con 6 statuette (tutti premi tecnici: costumi, montaggio, sonoro, montaggio sonoro, scenografia, acconciatura) ma è il “caso Spotlight” il miglior film del 2015. Il film racconta la storia del team di giornalisti investigativi del “Boston Globe” che nel 2002 ha sconvolto la città con le sue rivelazioni sulla copertura sistematica da parte della Chiesa Cattolica degli abusi sessuali commessi su minori da oltre 70 sacerdoti locali, in un’inchiesta premiata col Premio Pulitzer. Significativo l’appello dei produttori del film al Santo Padre dai microfoni del teatro:

Papa Francesco, è arrivato il momento di pensare ai bambini

I PREMI – L’ultimo dei tanti discorsi sentiti in una notte stellare che ha consacrato Leonardo DiCaprio, oscar per The Revenant, ed il genio italiano di Ennio Morricone, oscar per la miglior colonna sonora per il film di Quentin Tarantino “The Hateful Eight”. Alejandro Gonznlez Iñarritu fa il bis e dopo Birdman vince l’oscar alla regia anche per The Revenant. Oscar alla migliore attrice protagonista a Brie Larson, ventiseienne interprete alla prima nomination per “Room”.

STALLONE DELUSO – La grande delusione è stata quella di Sylvester Stallone, mancato oscar come migliore attore non protagonista in “Creed – Nato per combattere”, in cui indossa per la settima volta i guantoni di Rocky. La statuetta è andata, invece, a Mark Rylance per “Il ponte delle spie”. Alicia Wikander, 26 anni, si è aggiudicata il premio come miglior attrice non protagonista per la sua interpretazione in “The Danish Girl” di Tom Hooper. Wikander, svedese, è considerata la nuova Bergman.

IL FIGLIO DI SAUL – Il miglior film straniero è ungherese: “Il figlio di Saul” di Laszlo Nemes che racconta di un gruppo di prigionieri ebrei isolati dal campo e costretti ad assistere i nazisti nella loro opera di sterminio. Ecco le parole del regista:

Questo film può farci capire che anche nei momenti più bui e drammatici, dobbiamo restare umani

CARTOON … E POLEMICHE – “Inside Out” è stato riconosciuto, infine, come il miglior cartone animato. “Abbiamo fatto questo film guardando i nostri figli. Non lasciamoci andare alla tristezza ma alla creatività nei momenti difficili” hanno detto i registi. Oscar anche all’insegna della polemica bianchi-neri con Chris Rock, il comico che ha presentato la serata, che ha subito puntualizzato: “Certo negli anni scorsi le cose andavano allo stesso modo, solo che i neri non protestavano perché avevano altro di cui occuparsi: neri appesi agli alberi, violentati, linciati, chi se ne importava a chi andava il premio al miglior lungometraggio. Spike, Will, Jade, ma cosa boicottate a fare? Perché ragionare ancora in termini di miglior attore/attrice Comunque tranquilli ci sarà un momento tutto dedicato ai neri: nel pacchetto in memoriam troveremo solo neri uccisi mentre andavano al cinema. Non è una questione di boicottaggio, ma di opportunità: vogliamo le stesse opportunità”.

http://www.today.it/media/il-caso-spotlight-oscar-miglior-film.html

 
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