«Dall’Asl 6 ragazzi al Forteto» Gesess punta a fare chiarezza

ROSIGNANO. Una sorta di inferno. Una setta che trasformava la vita di giovani ragazzi in un perenne incubo. Tutto questo era il “sistema Forteto” nel Mugello, a Vicchio. Di tutto questo si è parlato…

ROSIGNANO. Una sorta di inferno. Una setta che trasformava la vita di giovani ragazzi in un perenne incubo. Tutto questo era il “sistema Forteto” nel Mugello, a Vicchio. Di tutto questo si è parlato ieri durante la presentazione del libro “Setta di Stato” di Duccio Tronci e Francesco Pini nell’auditorium di piazza del Mercato. «É importante – ha spiegato Silvia Gesess, consigliera comunale di Sul che ha organizzato l’evento in collaborazione con i Conservatori e riformisti – che se ne parli e che si combatta l’omertà anche a Rosignano. Ci sono infatti collegamenti tra il sistema Forteto ed il nostro territorio che non è assolutamente un’isola felice tant’è che il “Profeta”, Rodolfo Fiesoli, ha vissuto per sei mesi agli arresti domiciliari a Caletta». E ancora: «dalla nostra Asl sono stati mandati in passato alcuni minori al Forteto – ha detto Gesess – , per cui vogliamo avviare un percorso che faccia chiarezza su una vicenda vergognosa dalla quale tutta la politica esce a pezzi». Una pagina triste e dolorosa per centinaia di ragazzi che negli anni sono stati affidati alla comunità del Forteto, subendo abusi sessuali e psicologici, soprusi e sfruttamenti che annullavano le loro esistenze fino ad azzerare i rapporti con il mondo esterno e a rinnegare le famiglie d’origine. Decine di storie di vite negate – alcune arrivate al suicidio – come quella raccontata dall’avvocato civilista di Rosignano Anna Maria Mazzarri. «Il primo avvocato italiano – ha detto – ad essere andato alla grande camera della Corte europea dei diritti dell’uomo». La Corte che emise, nel 2000, la sentenza di condanna dello Stato italiano per la violazione dell’articolo 8 della Convenzione. Dopo tre anni, di fatto, l’avvocato è riuscito a dimostrare che ad una madre di Sesto Fiorentino non era stato consentito, se non di rado, di far visita ai due figli piccoli che erano stati affidati al Forteto. «Lo Stato italiano – ha sottolineato – con la sentenza del 2000 è arrivato a negare parte di se stesso. É stata un’esperienza terribile che ti faceva sentire impotente. Ma che oggi, a distanza di tanti anni, ha dimostrato che avevamo ragione su tutto».
Elisa Pastore

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