“Pedofilia”, don Diego angosciato: dopo l’interrogatorio trasferito in comunità

Il sacerdote ha ottenuto il permesso di scontare gli arresti domiciliari in una comunità religiosa.

E’ stato trasferito in una comunità bergamasca don Diego Rota, parroco 45enne di Solza, coinvolto nell’indagine della procura di Brescia, con dodici persone accusate di prostituzione minorile aggravata con adescamento di minori attraverso internet. 

Dopo l’interrogatorio di lunedì 15 febbraio, il sacerdote ha ottenuto il permesso di scontare gli arresti domiciliari in una comunità religiosa, lontano dalla casa parrocchiale di Solza dove si trovava dal giorno del fermo, mercoledì 10 febbraio.

Don Rota, difesa dall’avvocato Roberto Bruni, è stato collaborativo e ha risposto a tutte le domande del giudice per le indagini preliminari Alessandra Sabatucci. “Il parroco ha grande angoscia per questa vicenda, sia per sé stesso che per i ragazzini coinvolti”, ha aggiunto il suo legale.

Oltre al parroco di Solza, i bergamaschi coinvolti sono: un agente di polizia locale in servizio a Boltiere, il 54enne Egidio Bosio, un allenatore di calcio di Treviglio, il 42enne Cristian Zilli, Pierluigi Rossi, 50enne assicuratore di Bergamo, Ettore Tucci, 40 anni di Bergamo, impiegato e volontario del gruppo alpini di Fiorano al Serio e Corrado Fumagalli, 48enne presentatore televisivo, che in passato ha condotto programmi riservati a un pubblico adulto. 

Nei confronti di Fumagalli non è ancora scattata l’ordinanza di custodia cautelare in quanto il 48enne si trova in vacanza all’estero, in Brasile, da dove dovrebbe rientrare mercoledì.

Al presentatore vengono contestati rapporti sessuali, avvenuti proprio nella villa del re dell’hard, nella sua sauna in particolare,  con quattro ragazzini tra i 15 e i 17 anni, portati a Pognano dopo un giretto all’Oriocenter. I minorenni lo definivano “il gay famoso” che “pagava bene”, faceva regali come una catenina d’oro con lo stemma dell’Inter.

L’inchiesta del sostituto procuratore Ambrogio Cassiani ha interessato anche le province di Brescia, Milano, Pavia, Monza e Brianza, Parma. Avviata nell’agosto dell’anno scorso dai carabinieri di Brescia e dalla Sezione di polizia giudiziaria, ha consentito di identificare quattro minorenni che avevano avuto rapporti sessuali a pagamento. I ragazzi stabilivano i contatti attraverso social e chat. Secondo gli investigatori, sono stati numerosissimi gli episodi di rapporti consumati a bordo di autovetture in parcheggi di centri commerciali, come quello del cimitero di Bergamo o dell’Iper di Seriate, o in luoghi di intrattenimento e nelle abitazioni di alcuni degli indagati. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati anche numerosi computer.

Per tutti gli arrestati l’accusa è prostituzione minorile continuata. Le indagini sono partite dalla denuncia di una madre bresciana, che ha trovato sul cellulare del figlio 16enne alcuni sms sui rapporti sessuali che il giovane consumava con persone maggiorenni. Lo stesso ragazzino ha poi ammesso, e fatto il nome di alcuni amici che come lui avevano intrapreso relazioni con adulti conosciuti in chat.

Alcuni dei soggetti arrestati avevano anche fornito ad alcuni ragazzini dei telefoni cellulari da utilizzare per scambi di sms erotici. In base alla prestazione, pagavano dai 20 ai 100 euro oltre a fare alle vittime regali di vario genere. In un caso, ad esempio, anche una catenina d’oro con lo stemma dell’Inter, ma anche biglietti per il parco divertimenti di Gardaland, gelati, cene al McDonald’s.

Nell’inchiesta figura anche Claudio Tonoli, sieropositivo 56enne,arrestato già nelle scorse settimane dalla Polizia locale di Montichiari perché chiedeva di consumare rapporti sessuali non protetti.

http://www.bergamonews.it/2016/02/15/pedofilia-don-diego-angosciato-linterrogatorio-trasferito-comunita/215941/

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