Il cardinale tace sulla pedofilia e ferisce i cattolici

Legalità, rispetto della legalità invocava il cardinale Paolo Romeo davanti alla grana dei senzatetto che avevano occupato un edificio religioso abbandonato da tempo. Una sferzata sulle istituzioni laiche alle prese con l’emergenza abitativa. Purtroppo, l’ex arcivescovo di Palermo non ha sentito il bisogno di prodursi nella stessa invocazione dopo che padre Roberto Elice gli ha confessato di essere un pedofilo. “Non spettava a me denunciare don Roberto”, afferma Romeo intervistato da “Repubblica”. Come se abusare di un minorenne sia un problema di ruotine, da gestire in base a compiti prestabiliti, e non un orrore da combattere con ogni mezzo e con ogni voce.

Sulla vicenda del parroco pedofilo in servizio nel rione Uditore, la voce legalitaria del cardinale Romeo non si è sentita: è giunto solo il suo pesantissimo silenzio. I più adirati per questo comportamento non sono gli anticlericali, che tali resterebbero anche al cospetto di gesti nobili della Chiesa. I più adirati e addolorati sono i cattolici che credono nell’insegnamento dei sacerdoti. Che quando pensano al rapporto tra la Chiesa e i bambini, per associazione di idee, arrivano a Filippo Neri, a Giovanni Bosco, a Pino Puglisi. Tanti anni fa, l’allora cappellano del carcere minorile di Palermo, osservò amaramente: “Il vero miracolo della Chiesa è la capacità di tenere assieme tutto e il suo contrario”. Papa Francesco ha dichiarato di volere spazzare via questo “contrario”, ma la strada è lunga e non sembra che tutti i presuli vogliano camminare nella stessa direzione.

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