SAVONA: Pedofilia, dai giudici accuse alla curia

Il gip Giorgi: «Ignorata la vittima dodicenne, diocesi impegnata a tutelare la propria immagine»

SAVONA. Amarezza, «amarezza per una vicenda che,prima che processuale, umana» di un giovane seminarista che «per anni privo di una qualunque tutela, inascoltato dai genitori, percosso dal padre e ignorato dai vertici della curia, il cui unico interesse sembra fosse quello di salvaguardare l’immagine della Diocesi piuttosto che la salute fisica e psichica dei fanciulli affidati al seminario per assumere a loro volta, l’alto e gravoso incarico di pastori di anime» Un macigno. Un decreto di archiviazione ancora più pesante di un’eventuale condanna quello depositato nei giorni scorsi dal giudice delle indagini preliminari Fiorenza Giorgi nell’ambito di un procedimento a carico di don Pietro Pinetto per calunnia nei confronti della sua vittima e di chiunque avesse riportato quei fatti (due giornalisti e Francesco Zanardi). Una presa di posizione forte del magistrato savonese che fa seguito a quella dell’archiviazione per prescrizione di monsignor Dante Lafranconi dall’accusa di concorso in pedofilia nel caso dell’allora don Nello Giraudo. L’ex vescovo di Savona e Noli, per il gip,sapeva degli abusi perpetrati da don Nello, ma lo avrebbe coperto pentendosi di avergli concesso l’apertura di una casa di accoglienza per i minori a Voze. E se Lafranconi sapeva degli abusi di don Nello, la chiesa savonese sapeva dei comportamenti anomali di don Pietro Pinetto all’interno del Seminario di via Ponzone. Erano gli anni Settanta quando almeno due ragazzini sono stati presi di mira dal prete. E secondo gli inquirenti dalle indagini avviate nei confronti di don Pinetto, difeso dall’avvocato Marco Altamura, sarebbero emersi«elementi di prova univoci, precisi e concordanti» sulle condotte «plurime» di presunte violenze sessuali commesse nel1974 ai danni di S.P. e di altri giovani che frequentavano la struttura e dei quali Pinetto doveva prendersi cura. Da qui anche la mancanza di diffamazione e calunnia nei suoi confronti. Una vicenda venuta alla luce solo recentemente (per questa ragione il caso delle violenze sessuali, o meglio atti di libidine violenti è stato archiviato per prescrizione), nel 2013 in seguito alla denuncia esposto presentata dalla vittima degli abusi che si era decisa a vuotare il sacco(«néper soldi,néper altro») e che era stata denunciata di diffamazione da don Pinetto. Il sostituto procuratore della Repubblica Giovanni Battista Ferro ha così incaricatola squadra mobile di far luce su quegli anni nonostante la certezza della prescrizione e dopo un viaggio in Sardegna, a casa dei genitori di S. P. la vicenda ha subito una frenetica accelerazione. E quei terribili fotogrammi di vita ecclesiale sono stati impressi in maniera indelebile. E imbarazzante.

Giovanni Ciolina Il Secolo XIX Savona

Leggi il testo completo dell’interrogatorio

D. G. Vittima di don Pietro Pinetto. Proc. n. 647/10/45 R.G.N.R.

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