Condanna di don Peschiulli, l’arcivescovo: “Grande dolore, la Santa Sede lo ha già dismesso dallo stato clericale”

Sulla condanna di don Giampiero Peschiulli arriva la nota di commento dell’Arcidiocesi di Brindisi che annuncia la dismissione dallo stato clericale dell’ornai ex sacerdote.
“L’Arcivescovo di Brindisi-Ostuni ha appreso con dolore la notizia della sentenza relativa al caso Peschiulli.
Al riguardo rinnova anzitutto la sua vicinanza e la sua preghiera per coloro che sono stati lesi da chi avrebbe dovuto, invece, guidarli al bene e farli crescere nelle virtù.
Il procedimento canonico a carico dell’ex parroco si era già chiuso lo scorso 3 dicembre 2015, data in cui la Santa Sede ha decretato la sua dimissione dallo stato clericale. Anche per lui occorre pregare”.
La dimissione dallo stato clericale (amissio status clericalis) è una sanzione disciplinare che viene comminata dalla Chiesa cattolica ai membri del suo clero.
Il presbitero dimesso perde automaticamente i diritti propri dello stato clericale e non è più tenuto ai relativi obblighi. Perde, inoltre, la dignità e i compiti ecclesiastici e rimane escluso dall’esercizio del sacro ministero, né può avere un compito direttivo in ambito pastorale. Non può insegnare nei seminari, e negli altri Istituti dove sono presenti insegnamenti di discipline teologiche.
Normalmente in questi casi si parla di ex-sacerdote sebbene, secondo il Codice di diritto canonico, essendo l’ordinazione un sacramento che conferisce un carattere, la condizione sacerdotale non viene mai perduta: Dopo essere stato validamente ricevuto, l’ordine sacro non può mai essere reso invalido.

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