Quell’inquietante silenzio di Sepe e del Vaticano sullo sciopero della fame di Diego Esposito.

Il 18 gennaio 2016 Diego Esposito ha cominciato il suo sciopero della fame per chiedere dopo 6 anni di attesa che la chiesa si pronunci sulla sorte di don Silverio Mura, il parroco che abusò di lui. Una richiesta più che legittima da parte di Diego e perfettamente in linea con quelle che sono le pubbliche rassicurazioni di Papa Francesco.

In questi giorni Diego, tramite il suo avvocato ha anche scritto in Vaticano per informare della situazione. Lo stesso Diego scrive quasi quotidianamente tramite e-mail al cardinale Crescenzio Sepe e ad altri contatti che la curia gli aveva fornito in precedenza, ma nessuno risponde.

Diego che al momento sta digiunando da 9 giorni insieme ad altre 5 persone che lo hanno seguito successivamente, non ha alcuna intenzione di interrompere la protesta e fa sapere che le sue condizioni di salute sono discrete, è monitorato quotidianamente dal medico di famiglia, per il momento ha perso 6 kg, un pò meno di un chilo al giorno.

Quello che inquieta in questa ennesima brutta storia di giustizia negata, è il più totale silenzio delle gerarchie ecclesiastiche, spesso seguito anche dagli organi di informazione. Vediamo un prete, l’ennesimo, che malgrado le denunce fatte da Diego già nel 2010 alla Diocesi di Napoli, ha continuato ad essere trasferito di scuola in scuola, sempre a contatto con adolescenti.

Ora, dal momento che sappiamo che il caso di Diego è stato portato da tempo anche all’attenzione di Papa Francesco il quale ha risposto a Diego (foto), vedendo ciò che sta accadendo, ovvero un uomo è da 9 giorni in sciopero della fame, per cosa; per avere una banale e legittima risposta su un procedimento che lo riguarda – ma nessuno si degna neppure di rispondergli.

Come possiamo dare un briciolo di credibilità alle proclamate intenzioni della chiesa, quando questa nega alle vittime persino il dialogo ?

Francesco Zanardi

Portavoce della Rete L’ABUSO

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