Processo don Marino, ammessi testi e documenti: si torna in aula il 19 luglio

TERMOLI. Ha preso il via stamane davanti al collegio(composto di tre giudici donne) dei giudici presieduto da Maria Paola Vezzi, presso il tribunale di Larino, il processo a carico di don Marino Genova, l’ex parroco di Portocannone accusato di presunti abusi sessuali nei confronti dell’allora minorenne Giada.

Don Marino, difeso dall’avvocato del foro capitolino Ciro Intino, è tuttora sospeso “a divinis” dalla Chiesa cattolica italiana per applicazione delle norme vigenti (fissate da Papa Benedetto XVI) da parte del vescovo della diocesi di Termoli-Larino, monsignor Gianfranco De Luca.

La cronaca odierna ha visto avviato il processo conl’ammissione di testi e documenti e il rinvio al prossimo 19 luglio del dibattimento con l’ascolto dei primi otto testimoni del Pubblico Ministero. Tra loro, probabilmente, la stessa Giada.

Stando alle accuse mosse dalla ragazza, don Marinopresente questa mattina in aula, avrebbe sottoposto la presunta vittima ad attenzioni particolari sfociate in veri e propri rapporti sessuali che sarebbero andati avanti da quando la giovane aveva 13 anni fino ai 16 anni.

Il tutto fino a quando la ragazza non trovò la forza di confidarsi con una parrocchiana che aveva notato in lei degli atteggiamenti strani che, di fatto, dettero il via a tutto l’iter fatto di denuncia, incidente probatorio, la sospensione del prete dal proprio esercizio e l’avvio del processo che già tra qualche giorno, questa volta per un altro aspetto, potrebbe seguire un determinato percorso.

Nodo della faccenda, infatti, è legato all’età dei presunti abusi perché in sede di udienza preliminare il Gup avevarinviato a giudizio don Marino ma aveva derubricato le presunte violenze che Giada avrebbe subito dai 14 ai 16 anni perché, stando al diritto, la ragazza in sostanza sarebbe potuta essere stata consenziente.

Una decisione che non trovò d’accordo l’avvocato Arturo Messere, difensore di Giada, che presentò immediata opposizione che sarà dibattuta nel corso dell’udienza davanti al Gip del 2 febbraio prossimo poi l’attesa per l’ascolto dei testimoni, a porte chiuse su richiesta della stessa Giada, fissata per il prossimo 19 luglio.

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