Caso Giada Vitale, domani inizia il processo contro Don Marino Genova

Giada Vitale, oggi ventenne di Portocannone, aveva solo 13 anni. Da allora è iniziato il suo calvario di violenze. Abusi che avrebbe perpetrato il parroco del paese, Don Marino Genova. Gli episodi si sarebbero protratti dai 13 ai 16 anni. Ossia fino a quando Giada, che ora è una piccola donna coraggiosa che ha portato il suo caso anche alla ribalta delle cronache nazionali, non ha sconfitto la paura e ha denunciato il fatto. Il prete però non sarà processato per violenza sessuale. Per quel reato fu chiesta l’archiviazione proprio dal pm Luca Venturi. Ma soltanto per atti sessuali con minore di 14 anni. Un caso delicato che finirà domani mattina, alle 9.30, davanti al Tribunale penale collegiale di Larino. Il quale dovrà istruire il processo e iniziare ad ascoltare i testi. Giada Vitale si costituirà parte civile e verrà rappresentata dall’avvocato Arturo Messere.

Come si è arrivati all’accusa di rapporti sessuali con ragazza minore di 14 anni? Don Marino, allontanato dalla parrocchia di Portocannone nel 2012 per decisione del Vescovo, ammise lui stesso di aver avuto rapporti sessuali con la ragazza. Ora vive in una struttura alle porte di Roma per sua scelta. Il suo status è di sospensione “a divinis”. Il che significa che nonostante resti un sacerdote pur non avendo svestito l’abito sacro non può più celebrare messa. Il difensone di Marino Genova Ciro Intino si era opposto alla richiesta di Luca Venturi di rinvio a giudizio chiedendo il proscioglimento da ogni accusa. Alla fine però ha prevalso la ricostruzione della pubblica accusa incentrata sulla insussistenza giuridica del consenso ad atti di natura sessuale da parte di una persona non ancora quattordicenne. Quello che inizierà domani sarà un processo lungo e difficile. A Giada, auguriamo soltanto di riprendersi la sua vita e ricominciare a volare. (Vivip)

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