IL PC DEL PRETE DI COSENZA ACCUSATO DI MOLESTIE È ‘PULITO’, OGGI SARÀ ASCOLTATA LA VITTIMA

Don R. R. cinquantenne cosentino docente di religione nella scuola media Zumbini avrebbe tentato di abusare di un suo studente.

COSENZA – Sarà ascoltato oggi pomeriggio, alla presenza del gip e di uno psicologo, il ragazzino protagonista dell’ennesimo scandalo che sta coinvolgendo la diocesi cosentina. L’incidente probatorio porrà a confronto la presunta vittima e il suo professore di religione al fine di fare chiarezza sull’episodio. Una vicenda denunciata lo scorso novembre da persone vicine al minore il quale aveva confidato delle attenzioni rivoltegli dal prelato. Don R. R. docente presso la scuola media Zumbini di via Roma, secondo quanto dichiarato dal ragazzino, avrebbe attirato con una scusa il suo studente nell’aula di ricevimento. Lontano da occhi indiscreti l’uomo avrebbe poi tentato di abusare di lui palpeggiandolo nelle parti intime. Il piccolo, sconvolto, avrebbe poi raccontato tutto al rientro da scuola. Emersa la vicenda sugli organi di stampa i genitori degli studenti iscritti nello stesso istituto scolastico hanno minacciato di richiedere il trasferimento dei figli in altre scuole qualora non fossero stati presi provvedimenti. Un’azione che ha indotto il parroco a farsi da parte licenziandosi. Le sue aspirazioni, da quanto emerso dalle indagini, sarebbero però ben altre.

R. R. sarebbe prossimo ad una probabile promozione a presbitero che gli permetterebbe di scalare le gerarchie ecclesiastiche e diventare vescovo. Una situazione di cui non avrebbe fatto mistero, della quale si vantava in attesa del coronare la propria ascesa. La curia, intanto, dopo aver invitato la stampa a tacere si chiude nel silenzio. Dalla segreteria del vescovo rispondono che, come noto, “sua eccellenza non rilascia mai interviste, tranne a Parola di Vita il nostro giornale. Inoltre in merito a questa vicenda preferisce non essere intervistato perché la cosa si sta schiarendo, sta prendendo una forma diversa da quella che voi giornalisti avete profilato“. La posizione giudiziaria dell’indagato sarà chiarita oggi, nel frattempo quello che è certo, ad ora, è che il prete viene accusato di abuso sessuale su minore. Intanto dai controlli effettuati sul pc sequestrato al parroco su disposizione del pm Tridico, pare non sia stato rintracciato materiale pedopornografico. L’unico indizio a disposizione dei magistrati è il racconto della presunta vittima di cui oggi sarà valutata l’attendibilità.

Sul caso l’avvocato difensore del presule, Rossana Cribari, intende mantenere il massimo riserbo sia per tutelare l’assistito, sia per tutelare la presunta vittima, sia per le disposizioni date dal magistrato già infastidito dalle troppe informazioni trapelate sui mass media. Nel fascicolo relativo al professore di religione pare inoltre vi siano altri elementi acquisiti nel corso delle indagini che potrebbero avvalorare la tesi del minore. Voci di paese, semplici dicerie, che non hanno alcun valore a livello giudiziario parlano di R. R. come un parroco allontanato dalla parrocchia di Carolei in quanto troppo ‘affettuoso’ con i suoi piccoli fedeli. Non sarebbe la prima volta che il vescovo Nolè si trova a dover affrontare un presunto caso di pedofilia all’interno della propria diocesi. Monsignor Nole infatti quando fu vescovo della diocesi Tursi- Lagonegro dovette a tutela dell’immagine della curia sospendere a divinis un suo parroco Don Antonio Calderaro arrestato per l’adescamento su social network e l’induzione alla prostituzione di minorenni. In quel caso Nolè si definì “profondamente sorpreso e addolorato – si legge in un comunicato – dalla notizia del fermo giudiziario accusato dall’ignobile e umiliante reato di abuso su minore”.

Il pc del prete di Cosenza accusato di molestie è ‘pulito’, oggi sarà ascoltata la vittima

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