Continua lo sciopero della fame Diego Esposito vittima di pedofilia del prete don Silverio Mura.

di Francesca Lagatta

Lo aveva detto dieci giorni fa: «Il prossimo 18 gennaio comincerò lo sciopero della fame per protestare contro un sistema malato, perché tanto nessuno risponderà alle mie richieste».  E così è stato.

Diego Esposito (della sua storia avevamo parlato qui), nome di fantasia, è una delle innumerevoli vittime di preti pedofili che ancora non ha avuto la sua fetta di giustizia. Se mai si può parlare di giustizia per un ragazzino abusato ripetutamente per anni. Diego aveva denunciato tutto solo qualche anno fa, quando la legge considerava già caduti in prescrizione i reati imputabili dalla vittima a don Silverio Mura, il suo ex insegnante di religione, lo stesso che gli celebrò il matrimonio con la donna che, benché ignara di tutto, gli restituì quella serenità che sembrava perduta per sempre.

Poi, spinto dai suoi due angeli custodi, il medico che lo tiene in cura e l’avvocato che combatte la battaglia al suo fianco, era riuscito a tirar fuori dolore e coraggio, riuscendo a far conoscere la sua storia a Papa Francesco, il quale, prontamente, avevo chiesto e ottenuto la riapertura del processo in sede vaticana. Ma averne chiesto conto non solo non ha dato risposte, ma gli ha anche fatto perdere il lavoro. Tra l’inspiegabile indifferenza delle istituzioni a ogni livello. Così Diego ha deciso di sferrare un colpo basso all’omertà e ha cominciato la sua ennesima battaglia attirando su di sé l’attenzione di giornalisti e telecamere. Nel breve video amatoriale girato questa mattina, l’uomo, volutamente reso irriconoscibile, spiega in poco più di sessanta secondi le ragioni del suo gesto.

Continua lo sciopero della fame Diego Esposito vittima di pedofilia del prete don Silverio Mura.

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