Pedofilia : Governo Renzi inadempiente, nemmeno la relazione annuale presenta.

foto : duepuntozero.alemanno.it

di Simona Mazza

Il Governo Renzi, impegnato nell’autocelebrazione del contributo alla presunta crescita del Paese, che a dire il vero nessun cittadino sano di mente ha mai notato, ad oggi non ha ottemperato ad un obbligo normativo assai stringente relativo alla preoccupante impennata della pedofilia.

Questo nonostante la legge 3 agosto 1998, numero 269, all’articolo 17, comma 1, stabilisca che il Primo Ministro debba presentare ogni anno al parlamento una relazione sull’applicazione della legge contro il triste fenomeno.

Si tratta di una svista, di una priorità ritenuta marginale o cos’altro?

Alla domanda non possiamo rispondere, tuttavia desta sconcerto che Renzi non abbia ancora risposto a ben 37 atti parlamentari relativi alla violenza contro bambini e adolescenti, ma soprattutto desta sospetto il fatto che abbia ospitato durante un convegno pubblico a Firenze il pluricondannato (nel 1985 per pedofilia e nel 2000 per maltrattamenti contro i minori), Rodolfo Fiesoli, padrone della Coop agricola o meglio della comunità Lager del Mugello, il Forteto, dove si consumavano reiterate violenze sessuali contro i minori, malversazioni di ogni sorta ed appropriazione indebita. Clicca e leggi i particolari a firma di Gianni Lannes

Nonostante siano finiti a processo 22 componenti della banda, Renzi infatti non ha mai commissariato la cooperativa, garantendo copertura politica e legittimità istituzionale a quel che resta di una realtà ormai da tutti riconosciuta come criminale.

La risposta del Governo per evitare il commissariamento si è basata sulla mera burocrazia, ovvero sul fatto che le violenze sessuali non erano importanti quanto non consegnare il CUD ai propri dipendenti.

Oltre a ciò, Renzi tace ancora sulla sorte degli oltre 6 mila minori non accompagnati, definiti “irreperibili” in quanto spariti dai cosiddetti centri di accoglienza italiani nel 2015.

Una risposta, insoddisfacente per altro, è arrivata il 17 luglio 2014 dal sottosegretario di Stato al lavoro e alle politiche sociali, Franca Biondelli, che si è limitata a riferire in pubblica audizione che “la concentrazione territoriale dei flussi e l’incremento numerico ha portato alla collocazione di un significativo numero di migranti stranieri non accompagnati in strutture di accoglienza non accreditate/autorizzate”.

Dulcis in fundo, tanto per far capire quale direzione stia prendendo il Governo a tutela dei minori, sottolineano che l’esecutivo Renzi sta procedendo allo smantellamento di numerosi presidi della Polizia Postale impegnati nel contrasto del fenomeno “pedofilia”. Il tutto in nome della razionalizzazione delle risorse umane.

Insomma, la posizione del Governo risulta ambigua, non fosse altro che i minori spesso foraggiano l’industria del crimine ad ogni latitudine: dallo sfruttamento del lavoro, alla prostituzione, dalla pedofilia, fino al traffico di organi.

In ogni modo, questi dati vengono taciuti e non sembra che l’opinione pubblica sia abbastanza attenta al fenomeno, complice il silenzio dei media di regime.

La pedofilia è forse un male minore?

Analizzando i dati si direbbe proprio di no!

Secondo Telefono Azzurro, l’industria dell’abuso sessuale on-line genera 50.000 nuove immagini di abusi sessuali sui bambini ogni anno e in tutta Europa, un bambino su cinque ha subito violenza.

Una ricerca Istat del 2012, in Italia le denunce sono state: 558 per atti sessuali con minorenne; 120 per corruzione di minorenne; 380 per pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico.

Perché solo un bambino sano può creare un futuro giusto.

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