«Abusi, archiviazione per il prete» Ma spunta la condanna da novizio

Il pm: reato prescritto per il sacerdote di Covo. Il precedente prima dei voti

di Pietro Tosca

Don Francesco Zappella, 56 anni, il sacerdote originario di Covo fu ammesso al seminario di Albenga pochi mesi dopo una condanna a 14 mesi di carcere per atti di libidine violenta su due ragazzini al di sotto dei 14 anni. Una pesante eredità del passato che è tornata a galla proprio nel momento in cui la procura di Savona ha richiesto l’archiviazione per l’episodio in cui il sacerdote era indagato per violenza sessuale. A settembre, infatti, don Zappella, parroco a Borghetto Santo Spirito in provincia di Savona, insieme a due sacerdoti sudamericani era stato segnalato alle autorità dell’Uruguay dall’onlus ligure «Rete L’abuso» per le presunte violenze commesse su un 29enne. Si sarebbero consumate nella missione di Treinta y Tres, nel 2005.

Per raccogliere la testimonianza del 29enne l’associazione l’aveva fatto venire in Italia a proprie spese. Qui era stato ascoltato anche dal pm Giovanni Battista Ferro della procura di Savona che aveva poi aperto un fascicolo con l’ipotesi di violenza sessuale. Nei giorni scorsi, il magistrato ha però chiesto al gip l’archiviazione perché, oltre alla difficoltà di trovare riscontri (la presunta vittima è rientrata in Sudamerica), i fatti, essendo trascorsi più di 10 anni, sono prescritti. Il prete si è sempre detto innocente. Nelle indagini del pm, però, è emerso un precedente di «oggettiva gravità»: negli archivi di Stato di Torino è stata acquisita la sentenza di condanna di Zappella, del tribunale di Pinerolo, del 9 maggio 1991, a 14 mesi per atti di libidine violenti su due ragazzini con meno di 14 anni. I reati risalivano al periodo tra la fine del 1988 e l’inizio del 1989. Allora il bergamasco era stato ammesso al noviziato dei padri Salesiani di Monte Oliveto (Pinerolo). Noviziato che Zappella aveva interrotto nell’agosto del 1989 per «motivi di salute».

Nel 1991, quattro mesi dopo la condanna, però, era stato accolto nel seminario di Albenga dove poi è diventato sacerdote. L’intero incartamento è stato consegnato al vescovo coadiutore di Albenga, Guglielmo Borghetti, che a inizio dicembre è andato in procura con il vicario generale, monsignor Ivo Raimondo, per incontrare il pm Ferro. Documenti alla base del procedimento canonico che verrà avviato dalla diocesi. Il sacerdote dimissionario, il 9 dicembre ha lasciato definitivamente la parrocchia di Borghetto Santo Spirito annunciando di doversi sottoporre a un intervento all’anca in una struttura sanitaria al Sud. Poi rientrerà ad Albenga, ma a gennaio partirà ancora per l’Uruguay. Proprio dal Sud America potrebbero arrivare per lui nuovi guai. «Secondo i nostri contatti – dice Francesco Zanardi, portavoce dell’onlus Rete L’abuso – sarebbe stata presentata una nuova denuncia contro il sacerdote da parte di un 21enne con problemi psicofisici. Anche questo ragazzo avrebbe soggiornato nell’orfanatrofio gestito dalla missione di don Zappella».

http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/15_dicembre_11/abusi-archiviazione-il-prete-ma-spunta-condanna-novizio-a41b1024-a002-11e5-9e42-3aa7b5e47d96.shtml

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