Caso Zappella; ci cascano le braccia.

Borghetto S. Spirito, (SAVONA)

Solo pochi giorni fa a Civitavecchia abbiamo assistito alla preoccupazione della cittadinanza che a gran voce ha chiesto alla Diocesi di allontanare dai propri figli il nuovo vice parroco, don Francesco Rutigliano, un sacerdote condannato dal Santo Ufizio per abuso di minore.

A Savona invece assistiamo increduli e sinceramente molto perplessi a quanto è accaduto oggi durante l’ultima messa di don Francesco Zappella, il parroco di Borghetto S. Spirito condannato nel 1991 a Pinerolo per  atti di libidine violenta ai danni di due minorenni infraquattordicenni e nei mesi scorsi finito nuovamente sotto indagine per reati analoghi.

In una lettera aperta scritta anche a nome dei parrocchiani, il consigliere Pier Paolo Villa (lega Nord) chiede al vescovo Gulielmo Borghetti che don Francesco Zappella resti a Borghetto.

Vi chiediamo di lasciare Don Zappella al suo posto per il bene della parrocchia e di tutti i fedeli

Comincia così l’inverosimile lettera aperta del consigliere Villa.

Mi sono permesso di scriverVi, si legge nella missiva aperta di Villa, perché ho un peso sul cuore che devo liberare. Lo faccio a nome di decine e decine di parrocchiani che hanno conosciuto in questi 6 anni una persona che, nonostante le sue precarie condizioni di salute, ha saputo avere la forza di dare nuova Vita alla comunità coinvolgendo anziani, adulti, ragazzi, bambini, famiglie”.

Anche Voi, prosegue il consigliere comunale di Borghetto, durante le visite in occasione di diverse ricorrenze, avete sottolineato quello che noi, comunque, già conoscevamo. Avete scelto don Francesco come Vostro collaboratore, e avete chiesto ai suoi parrocchiani di tenerlo stretto”.

E tenerlo stretto è proprio quello che vogliamo fare. Noi non abbiamo diritto di giudicare, però possiamo parlare fermamente per ciò che abbiamo visto e apprezzato grazie a lui. E i fatti parlano di un uomo forte ed umile, che ha dedicato pienamente la sua acciaccata vita al servizio di chi ha bisogno, come parroco e come volontario nella locale pubblica assistenza, senza mai tirarsi indietro”.

Vi chiediamo di lasciarlo al suo posto, per il bene della parrocchia e di tutti i fedeli. Ve lo chiediamo con il massimo rispetto, ma con la convinzione di chi sente di perdere qualcosa di essenziale”, conclude Villa.

Forse è solo un momento di follia collettiva che li ha spinti a scrivere quella lettera, almeno lo speriamo, quel che è certo è che in questi momenti ci rendiamo ancor più conto di quanto sia difficile la lotta che la Rete L’ABUSO sta portando avanti  e quanto ci sia ancora da fare in Italia per abbattere le barriere dell’ignoranza e del bigottismo.

Francesco Zanardi

Presidente della Rete L’ABUSO Onlus

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