Don Francesco accolto tra dubbi e polemiche

Fa discutere l’arrivo del sacerdote nella parrocchia del quartiere periferico. A suo carico un’accusa di presunti abusi su minore risalente al 2006. Sospeso per quattro anni. Ma nessuna condanna del Tribunale. Il parroco don Ivan Leto cerca di abbassare i toni e scrive ai parrocchiani. Si attende un intervento ufficiale della Curia

CIVITAVECCHIA – Sta facendo discutere l’arrivo in città di don Francesco Rutigliano, destinato alla parrocchia di San Gordiano Martire come vicario cooperatore.

Sui social network è un tam tam di notizie e commenti, e nel quartiere soprattutto ci si interroga su questa figura. Ma come mai tanto clamore? Andando a scorrere le notizie che compaiono su di lui, soprattutto in rete, emerge una situazione poco chiara, con il sacerdote al centro di una controversa situazione. A giugno del 2011 sarebbe stato sospeso per quattro anni dall’esercizio di qualunque ministero pubblico, per presunti abusi su un minore, denunciati da una terza persona tra il 2006 ed il 2008.

Ad esprimersi con un decreto la Congregazione per la Dottrina della Fede. Ma non esiste alcuna sentenza di un tribunale. Non è mai stato processato, né quindi mai condannato: ed oggi a tutti gli effetti è un uomo incensurato.
Tanto che anche domenica scorsa, il parroco don Ivan Leto, ha rassicurato i suoi parrocchiani, concelebrando la messa del mattino insieme a don Rutigliano e cercando di abbassare i toni, rivolgendo ai fedeli una lettera nella quale si è detto «orgoglioso della mia gente. La vostra capacità di ascolto e di discernimento – ha scritto – vi ha portati a identificare la verità che ha come basamento l’amore per una giustizia giusta e non per una ricerca estrema del marcio ad ogni costo. Oggi è difficile fuggire alla giustizia civile ed ecclesiastica quando si sbaglia. E grazie alla stessa giustizia ecclesiastica e civile è praticamente impossibile continuare ad esercitare il proprio ufficio, quando si è accertata la colpa».

Le famiglie si interrogano ed i cittadini chiedono cosa ci sia di vero in questa storia. L’unica che può chiarire come stanno veramente le cose è la curia vescovile, intervenendo anche e soprattutto per evitare una caccia alle streghe in parrocchia e per tranquillizzare le famiglie che frequentano la chiesa e l’oratorio.

(02 Dic 2015 – Ore 06:59)

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