CIVITAVECCHIA; Veleni in parrocchia

Sta facendo discutere l’arrivo in una parrocchia civitavecchiese di un sacerdote recentemente al centro di un caso di presunta violenza su minore. Nelle scorse settimane, infatti, il vescovo della diocesi di Civitavecchia e Tarquinia, monsignor Luigi Marrucci, ha accettato di integrare il prelato, in qualità di vice parroco, in una delle circoscrizioni ecclesiastiche cittadine, nonostante quest’ultimo abbia finito di scontare solo la scorsa estate un periodo di inibizione di 4 anni decretato nel giugno del 2011 dal Santo Uffizio, praticamente la magistratura interna del Vaticano.

Il provvedimento della cosiddetta Congregazione per la Dottrina della Fede, struttura che si occupa specificatamente della condotta morale e spirituale dei sacerdoti, è motivato con l’accusa di presunti abusi su minore che il parroco avrebbe commesso tra il 2006 e il 2008 in una parrocchia emiliana nella quale operava. Nel documento, pubblicato on line da una onlus che sostiene le vittime di preti pedofili, viene riconosciuta la responsabilità del sacerdote che, nel 2009, venne accusato di “ripetute molestie, baci e toccamenti, nonché atti sessuali completi avvenuti in molteplici occasioni. Gli abusi – viene riportato ancora nel decreto – avrebbero avuto inizio già intorno al 2004, prima dell’ordinazione diaconale dell’accusato”.

Per completezza d’informazione è d’obbligo sottolineare che il sacerdote in questione non ha subito condanne dalla giustizia ordinaria, né tantomeno risulta essere stato al centro di indagini da parte della magistratura. Nel documento del Vaticano, però, il Tribuanle ecclesiastico dichiara il sacerdote “colpevole del delitto di abuso di minore, con l’aggravante di abuso di dignità e ufficio”: il prete, infatti, secondo l’accusa avrebbe più volte operato pressioni psicologiche sui presunti abusati, millantando amicizie potenti ed altolocate. Per lui, come detto, la condanna è stata la sospensione per 4 anni dall’esercizio di qualunque ministero pubblico. Scontata la pena, il prelato è dunque tornato reintegrabile e per questo motivo il vescovo Marrucci, presumibilmente con l’intenzione di riabilitarne la figura, ha dichiarato la sua disponibilità ad accoglierlo in una parrocchia civitavecchiese. Rimane ora da capire quale sarà la reazione dei fedeli, considerando che la vicenda già in questi giorni è al centro di polemiche piuttosto velenose sui social network.

http://www.trcgiornale.it/news/attualita/80220-veleni-in-parrocchia.html

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