Padre Fedele a Iacchité: “Prete pedofilo dovrebbe andare nel mare con una macina da mulino al collo”

Lui è il francescano che ha subito dieci anni di gogna mediatica prima di essere dichiarato innocente in un processo pieno di contraddizioni per un presunto abuso sessuale ai danni di una suora risultata poi una teste inattendibile, Iacchité è la redazione on line cosentina le cui pagine, un mese fa, furono oscurate preventivamente dalla Procura di Cosenza perché le notizie in esso contenute avrebbero provocato una grave forma di ansia al sindaco della città bruzia, Mario Occhiuto. E qualche giorno l’ex capo ultras del Cosenza Calcio ha affidato un lungo sfogo alle pagine del direttore Gabriele Carchidi per esprimere il disappunto per l’accostamento della sua storia processuale a quello della segretezza mantenuta sul nome del prete indagato in città per presunti reati di pedofilia ai danni di un ragazzino. Ma la sua non vuole essere una difesa personale, piuttosto una presa di posizione e dura condanna contro il fenomeno della pedofilia e di chi continua a coprirlo. Una voce fuori dal coro, quella di Padre Fedele, come sempre fuori dai canoni, che proprio per la sua propensione di farsi beffa di convenzioni e poteri forti, potrebbe essere stato catapultato ingiustamente in un processo di cui alcuni colleghi giornalisti hanno scritto che fosse montato ad arte al fine di screditarlo.

Ecco, integralmente, il testo della lettera pubblicata sul sito www.iacchite.com:

“Caro direttore, le chiedo un po’ di spazio per alcune precisazioni e riflessioni sui recenti scandali della Chiesa universale e locale.

Un collega “giornalista” (la parola è virgolettata per ovvi motivi, intelligenti pauca) oggi mi ha accomunato ad altri ecclesiastici che si sono macchiati di gravi peccati e ricchezza sfrenata.

Sono stanco di leggere, dopo dieci anni di calvario mediatico, durante i quali ho ricevuto pesanti insulti e grandi ingiustizie, molta sporcizia e quanto altro sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo.

Nell’ultima sentenza del Tribunale di Catanzaro per il famoso complotto a mio danno, è scritto: “il fatto non sussiste, la suora è inattendibile, ecc.”. Ed allora perché accostarmi a Luberto Alfredo, ricco, opulento, ladro e approfittatore dei poveri malati, al mercante del tempio per la vendita di arredi sacri dell’Abbazia di San Giovanni in Fiore, alla borsa del santuario di San Francesco di Paola abusando delle offerte dei fedeli, al prete pedofilo di San Giacomo d’Acri e all’attuale scandalo del prete pedofilo di cui non si pubblica il nome forse perché è in programma la sua promozione a vescovo?

Sono indignato e amareggiato.

Mi sto preparando a sorella morte. Ieri ho compiuto 78 anni ed ancora alcuni “giornalisti”, forse per riempire pagine di giornali, avvicinano l’innocente frate a questi delinquenti che Papa Francesco ogni giorno condanna.

Permettetemi di aprire un francescano sipario, non per superbia e vanagloria, ma per la storia.

Forse non sapete che sono uno dei sacerdoti più poveri del mondo (cfr. atto notarile del notaio Lanzillotta Stefania). Sono in lista per donare un rene da vivo ed ho in programma la realizzazione di una seconda Oasi per bambini disabili.

Tralascio gli aiuti ai bambini africani ammalati ed affamati, che aiuto con la collaborazione degli ultrà del Cosenza Calcio.

Se non volete pubblicare il positivo, non buttate ancora sporcizia sul mio viso e sofferenza nel mio cuore.

Dopo la mia morte dispenso questi inqualificabili “giornalisti” a scrivere di me. Com’è strana e crudele questa vita giornalistica!

Ripeto, sono stato buttato sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo, messo in carcere e poi agli arresti domiciliari, abbandonato dalla Chiesa locale fino ad oggi, dal mio Ordine e da molti confratelli diocesani, mentre questo prete pedofilo che dovrebbe andare nel profondo del mare con una macina da mulino al collo come vuole Cristo, viene “secretato” dalla magistratura e dalla Chiesa locale.

Fortunatamente Papa Francesco tuona, rimprovera e scomunica preti e vescovi che coprono i pedofili. Condanna i vescovi affaristi che predicano bene e razzolano male.

Seguo l’Innocente Maestro Divino, Cristo (“Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi, rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”), e questo meraviglioso Papa che ha il coraggio di dire la verità chiamando i vescovi affaristi e faraoni.

Altro ed altri sono spazzatura…”

Padre Fedele Bisceglia

 

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