ACIREALE: PRESCRIZIONE PER IL PRETE ACCUSATO DI PEDOFILIA

Acireale – Arriva la prescrizione per don Carlo Chiarenza il prete accusato di pedofilia.

La Procura di Catania ha chiesto al Gip l’archiviazione per prescrizione del reato dell’inchiesta su don Carlo Chiarenza, l’ex parroco della chiesa di San Paolo ad Acireale, nonché ex rettore della basilica di San Sebastiano, accusato di aver abusato sessualmente di un parrocchiano quando la vittima aveva 14-15 anni tra il 1989 e il 1990.

A denunciare il prete era stato un catanese di 38 anni, Teodoro Pulvirenti, che ora lavora negli Stati Uniti come ricercatore. Il giovane aveva fatto ascoltare agli inquirenti una registrazione audio fatta di nascosto tra lui e don Carlo.

Il parroco era stato condannato anche dalla Congregazione per la Dottrina della Fede del Vaticano. Nell’agosto del 2013 una condanna di primo grado imponeva al parroco di dimorare per alcuni anni fuori dalla Diocesi non assumendo incarichi ecclesiali e non svolgendo il ministero in pubblico. Tuttavia, Roberto Mirabile, presidente della Onlus “La caramella buona”, aveva denunciato lo scorso ottobre il fatto che il prete, malgrado la condanna ecclesiastica, stesse officiando messa grazie ad un’autorizzazione del vescovo di Acireale Antonino Rampanti. La notizia fu riportata l’8 ottobre dalla testata giornalistica AGI. In quell’occasione Raspanti lanciò un appello a Papa Francesco.

Tornando alla vicenda giudiziaria, nella richiesta di archiviazione la Procura evidenzia che l’inchiesta è «evidentemente pregiudicata dall’effetto dell’istituto della prescrizione», ma scrivono i magistrati, «giova comunque rilevare che le dichiarazioni rese dalle persone offese sono risultate dettagliate, coerenti e circostanziate (e perciò stesso incompatibili con l’invenzione dei fatti narrati)». «Il decorso del termine di prescrizione – osservano – non consente di indugiare oltre al riguardo, seppure non possa rimarcarsi la mancata emersione di elementi atti a comprovare la falsità delle accuse».

Il legale della vittima, l’avvocato Giampiero Torrisi, ha dichiarato che «la corposa e ineccepibile attività d’indagine, posta in essere dalla Procura della Repubblica di Catania, ha da un lato confermato la veridicità delle dichiarazioni rese dalla vittima e dall’altro ha accertato l’avvenuto decorso del termine di prescrizione del reato. La difesa del mio assistito, pertanto, non proporrà alcuna opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dall’ufficio del Pubblico Ministero».

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