Pedofilia, nuovo affondo di don Lupino A fine messa: «Solidale con don Pinetto? No, sono solidale con le sue vittime»

SAVONA. Mentre il mondo clericale savonese si è stretto intorno a don Pietro Pinetto, a seguito delle perplessità espresse da alcune mamme sul suo ruolo nella nuova parrocchia di San Francesco, in piazza Bologna, qualcuno ha riservato un pensiero alle vittime di pedofilia. È, ancora una volta,il grande accusatore della pedofilia clericale, don Giovanni Lupino, che ieri, al termine della messa, ha precisato la sua posizione. «Dal vicariato diocesano – ha detto il parroco di Lavagnola Lupino- ho ricevuto una e-mail,in cui si precisava che tutti i sacerdoti savonesi sono solidali con don Pinetto, eccetto qualcuno. Specifico ai parrocchiani che, quel “qualcuno”, sono io. Sono solidale non con il collega, ma con le vittime. Mi risulta che le accuse di pedofilia, contro il sacerdote, siano risultate reali, ma prescritte». Dure parole anche verso chi aveva, in questi giorni, tentato di denigrare le vittime, definendole ex tossicodipendenti ed ex galeotti. «Le vittime, che ho riascoltato, di recente, e le cui storie mi sono tristemente note – dice Lupino -, si trovavano in seminario e avevano 12anni, quando hanno subito molestie. Non erano,a quel tempo, né ex carcerati né drogati. Se, poi, qualcuno si è avvicinato all’eroina e uno si è suicidato, dovremmo farci qualche domanda. Per questo, nei miei incontri con il nunzio apostolico, ho chiesto che venga avviato seriamente un processo canonico contro don Pinetto». Nei giorni scorsi il gruppo scout di Lavagnola, in aperta polemica con l’atteggiamento di don Lupino,ha annunciato l’addio alla parrocchia.

Silvia Campese IL SECOLO XIX Savona

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