Accuse alla chiesa savonese, è guerra a don Lupino gli scout lasciano la parrocchia

Savona – È divorzio tra gli scout del Savona 7° e la parrocchia di Lavagnola, che li ospitava da quasi quarant’anni. Se i genitori dei cento bambini e ragazzi del gruppo, nel prossimo incontro, daranno mandato alla dirigenza, il numeroso gruppo degli scout cercherà un’altra “casa” lasciando la chiesa di San Dalmazio e, soprattutto, prendendo le distanze dal parroco don Giovanni Lupino, causa della scelta migratoria.

La frattura era nell’aria da tempo. Circa un anno fa, i primi screzi. La situazione, però, aveva preso una piega ben più delicata la scorsa estate. Soprattutto perché si era andata a intrecciare con la presenza, a Savona, del vescovo di Chiavari, monsignor Alberto Tanasini, giurista e garante, chiamato dalla Diocesi in un ruolo vicino a quello del nunzio apostolico, per affrontare il “caso don Lupino”. Un sacerdote scomodo, che ha sempre preso posizioni pubbliche contro i casi di pedofilia clericale nel savonese, puntando il dito contro quella che non ha mai temuto di definire una “chiesa omertosa”.

Alcuni dirigenti del gruppo scout del Savona 7° avevano tenuto colloqui con Tanasini proprio a proposito di con Lupino segnando una frattura che era diventata incolmabile. Sarebbe stato impossibile ricominciare un anno di attività, scout e Lupino, sotto lo stesso tetto: qualcuno se ne sarebbe dovuto andare. Le voci, che erano girate lo scorso luglio, avevano fatto pensare a una “punizione” del parroco di Lavagnola e c’era chi dava per scontato il suo trasferimento. Invece, il colpo di scena. Monsignor Tanasini non ha preso alcun provvedimento verso Lupino. Lo conferma il vicario del vescovo, don Antonio Ferri.

«Come avevo preannunciato, qualsiasi comunicazione ufficiale assunta da monsignor Tanasini sarebbe stata resa pubblica. Ma non c’è, a proposito, assolutamente nulla da comunicare». Chiarimenti, da parte del vicario, anche sulla querelle scout-Lupino. «Sono vicende che nulla hanno a che vedere con la presenza di Tanasini in città: c’è stato solo un accavallamento temporale degli eventi. Se gli scout hanno accostato i fatti, hanno agito a titolo personale, senza ricevere da alcuno il mandato e l’autorizzazione per farlo. Spiace ci siano state incomprensioni tra il gruppo e il sacerdote: gli scout sono liberi di spostarsi altrove».

D’accordo con il vicario lo stesso don Lupino. «Il Savona 7°-dice- è libero di andare dove desidera. Non sono liberi, gli scout, di calunniarmi. Le deposizione sulla mia persona a monsignor Tanasini, effettuate da alcuni responsabili della comunità capi, rendono difficile il rapporto di fiducia e collaborazione. Penso sia giusto, quindi, che vadano a offrire il proprio servizio altrove, con parroci con cui abbiano maggiore intesa. Per quel che mi riguarda, il piacere dei tre, lunghissimi, incontri che ho avuto con il nunzio apostolico, non hanno prezzo. È la prima volta che un vescovo mi ascolta. Ho trovato disponibilità, accoglienza e, quella da lui rappresentata, è apparsa come una Chiesa attenta e sensibile a conoscere le problematiche, che riguardano quarant’anni della nostra diocesi».

http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2015/10/06/ARa75LDG-lasciano_savonese_parrocchia.shtml

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