Pedofilia, arriva il vescovo ispettore

MISSIONE SAVONESE PER IL PRESULEDI CHIAVARI “INVIATO” DEL VATICANO. NEL MIRINO LA DIOCESI

Monsignor Tanasini ascolta le accuse di don Lupino che potrebbe essere a sua volta punito

SILVIA CAMPESE SAVONA. Un ispettore di curia, inviato da Roma, non si può escludere da papa Francesco in persona, sta ascoltando e raccogliendo testimonianze tra i sacerdoti e i laici della diocesi di Savona. La notizia, ufficiosa, era nell’aria da mesi, anticipata dal gruppo dirigente degli scout di Lavagnola, che non aveva lesinato esternazioni pubbliche, anche durante le messe nella Parrocchia di San Dalmazio. Solo in questi giorni, però, la notizia è emersa in tutta la sua evidenza: si tratta del vescovo di Chiavari, monsignor Alberto Tanasini, a Savona da diverse settimane,impegnato in una serie di incontri sotto traccia. In curia nessuno aveva intenzione di rendere nota la visita, che resta tutt’ora avvolta da un alone di mistero.

Rimandando, per forza di cose, a un altro episodio recentissimo, che ha coinvolto sempre la Liguria:l’invio dal Vaticano del nunzio Adriano Bernardini, chiamato a rimettere a posto le vicende che hanno caratterizzato una delle diocesi più chiacchierate d’Italia,quella di Albenga-Imperia. Qui l’epilogo non è ancora stato scritto: dopo il commissariamento, al vescovo Mario Oliveri, è stato affiancato il coadiutore Guglielmo Borghetti, protagonista ora di una vera rivoluzione. Sul perché tocchi ora a Savona la visita di un nunzio apostolico, si possono solo avanzare ipotesi. Due sarebbero le piste accreditate. C’è chi individuerebbe,in questa visita, un approfondimento“devisu”delle numerose segnalazioni giunte in Vaticano, sulle drammatiche vicende legate alla pedofilia. Non ultima, ormai più di un anno fa, Luisa Bonello, morta suicida nel settembre2014, aveva consegnato nelle mani di monsignor Angelo Becciu, della segreteria di Stato vaticana,un dossier dedicato alla vicenda pedofilia savonese, incontrando lo stesso papa Francesco. Sarebbero insistenti, però, anche le voci su una missione finalizzata a verificare e porre sotto la lente d’ingrandimento il ruolo del parroco di Lavagnola, don Giovanni Lupino, contestato da una parte degli scout perché considerato eccessivamente autoritario. Se fosse vera la seconda ipotesi, non potrebbe comunque restare fuori dal dossier, che Tanasini dovrebbe restituire, la vicenda pedofilia. Don Lupino è stato uno tra i sacerdoti che, più duramente, ha puntato il dito contro l’omertà con cui la curia avrebbe gestito gli episodi. Raggiunto telefonicamente dal Secolo XIX, il vescovo di Chiavari non ha voluto commentare. Silenzio totale anche da parte di don Lupino. «Se necessario, le questioni verranno rese pubbliche a tempo debito – l’unica dichiarazione rilasciata da don Antonio Ferri, vicario del vescovo di Savona-. Si tratta di percorsi riservati. Spiace sapere che,alcuni, abbiano diffuso notizie che hanno aumentato la confusione».Sui motivi della presenza del nunzio, il tema pedofilia o un’analisi del ruolo di don Lupino, dal vicario Ferri una sola battuta: «Escluderei il primo argomento».

Da il Secolo XIX Cartaceo del 17-7-2015

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