“Gay e pedofilia”: il sillogismo come arma fascio-cattolica

-M.S.- L’ultima dimostrazione compare visitando un sito (www.catenaumana.it) che raccoglie notizie, vere o infondate che siano, in grado di attirare l’attenzione del lettore, bandiere del più becero populismo, capaci di fomentare l’odio verso immigrati, salvificare i Marò sempre e comunque, gettare fango sulla “casta”, indiscriminatamente.

In questo sito, che si propone apparentemente di raccontare verità sconosciute (tra cui bufale sapientemente ingigantite), compare anche una sezione il cui titolo è raccapricciante, “Gay e pedofili”, che raccoglie, appunto, tutte le notizie riguardanti l’omosessualità e gli abusi sui bambini. Senza distinzione alcuna.

Non è certo una novità: tanti sono coloro che brandiscono tale presunto legame come arma, chiaramente negli ambienti ultracattolici e fascisti. Tanto più che, tra i più fieri sostenitori dell’esistenza di tale collegamento, in realtà inesistente, vi fu il cardinale Tarcisio Bertone, il quale, in passato asserì candidamente come “Numerosi psichiatri e psicologi abbiano dimostrato che non esiste relazione tra celibato e pedofilia, ma molti altri  hanno dimostrato che esiste un legame tra omosessualità e pedofilia”.

A prescindere dall’assenza di qualsivoglia fondamento scientifico, qualcuno, in quei giorni, si impegnò anche a spiegare e confermare il legame paventato da Bertone. “L’omosessualità si esprime negando volutamente l’ordine naturale”, era l’assioma di base, assieme alla “soppressione della pulsione omosessuale” (se sei gay, puoi redimerti). Scriveva il sito “Il cammino dei tre sentieri”: “Il dato naturale, una volta superato, diventa difficile poterlo recuperare successivamente (…) perché mai dovrebbe valere il dato di natura per la pedofilia se poi viene volutamente superato per l’omosessualità?”

E ancora: “Ammettendo l’omosessualità, si è già riconosciuta che ogni pulsione sessuale, anche contro-natura, deve essere soddisfatta, innalzando a criterio supremo il principio del piacere e non della ragione e della responsabilità”. Per concludere con la perla: “Tanto è vero questo che è altrettanto attestato che nel mondo omosessuale è pressoché assente la fedeltà.”

Un sillogismo che farebbe impallidire Aristotele, che pure non disdegnava le relazioni omosessuali, ritenendole naturali e, di contro, condannava apertamente lademagogia, riconoscendone la pericolosità.

Un pensiero che ci spinge a tornare al sito di cui sopra, che sfrutta il populismo per creare il mostro e, conseguentemente, il paladino salvatore, il conservatore eroico che combatterà contro la decadenza morale. Un uomo che, oggi, abituati alle classificazioni, riconosceremmo nei principi, condivisi o meno che siano, dell’estrema destra.

Proprio in quest’ottica, non sorprenderà scoprire come, cliccando sul collegamento “Chi siamo”, compaia tutt’altro che un testo esplicativo. Piuttosto, un video: un intervento di Giorgio Almirante.

“Gay e pedofilia”: il sillogismo come arma fascio-cattolica

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