“Sono andato a letto col prete… mi dava 50 euro”

Operazione Meeting Point – I racconti dei baby-prostituti adescati da don Dino, parroco di Vallebona e Montecalvello

Viterbo – “E’ venuto davanti al Mc Donald’s con la macchina, siamo andati a mangiare e dopo sono andato a casa con lui… ho lavato un po’ le mani, siamo andati a letto e sono andato via”.

Parole di un ragazzino 17enne. Uno dei minorenni adescati da don Dino, sacerdote viterbese finito in manette nell’inchiesta “Meeting point”, sul giro di baby prostituti a Roma Termini. 

Quella che riporta Il Messaggero di Roma è la cronaca fredda di un rapporto mordi e fuggi, consumato tra il minorenne e il religioso dopo l’incontro a Termini. Il quotidiano cita gli interrogatori dei due giovanissimi, che raccontano cose più grandi di loro con estrema naturalezza.

“Mi piacevano le macchine, lui ha detto di averne tante, mi ha fatto fare un giro sulla sua”, dice ancora il 17enne su don Dino. Mentre a un altro baby-prostituto, di un anno più piccolo, il sacerdote avrebbe chiesto di andare in vacanza insieme. 

Le immagini raccolte dalla polfer alla stazione Termini sarebbero nitide e inequivocabili: mostrano il parroco viterbese che sorride, l’aria bonaria, mentre invita i ragazzini a seguirlo. “E’ successo tre volte, a casa, una volta al bagno del treno sul binario 29, una volta al bagno del binario 16… mi dava 40 o 50 euro”. Dettagli precisi, quelli forniti dagli adolescenti che si vendevano anche per 10 euro. Ma padre Dino, “il bambino”, come si sarebbe fatto chiamare dalle sue vittime, era così generoso da offrire anche cinque volte tanto.

Il parroco di Vallebona e Montecalvello, all’anagrafe Placido Greco, 68 anni, veniva a dire messa nelle due chiese del Viterbese solo nel weekend. 

Per il resto della settimana, viveva nella sua casa a Fiumicino. E’ qui che gli agenti della polizia ferroviaria hanno scoperto un archivio di immagini di pornografia minorile: migliaia di foto che mostravano minorenni nudi, dai 13 anni in su, in chiari atteggiamenti sessuali.

All’archivio a luci rosse del sacerdote si aggiungerebbero i romanzi porno che scriveva con lo pseudonimo di Gabriele Doni.

Ora, il prete è a Regina Coeli, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

17 gli indagati dell’inchiesta Meeting Point della procura di Roma, otto dei quali agli arresti, tra cui don Dino.

“Sono andato a letto col prete… mi dava 50 euro”

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