Gli abusi del prete sui minori: «Il vescovo invitò i nostri figli a non denunciare»

BRINDISI – Secondo quanto è stato ricostruito dai carabinieri nel corso delle indagini su don Giampiero Peschiulli, – il prete 73enne arrestato dai carabinieri di Brindisi su ordinanza di custodia cautelare chiesta dal pm Giuseppe De Nozza e disposta dal gip Tea Verderosa per abusi sessuali su minorenni – alcuni episodi, per cui però non è più possibile procedere per via del tempo trascorso, risalgono al 2002. Due genitori, è riportato negli atti, si erano rivolti con insistenza al vescovo dell’epoca, monsignor Rocco Talucci, che aveva “espresso meraviglia sul fatto che i giovani avessero parlato delle molestie ricevute in casa, aveva invitato le vittime degli atti sessuali a non denunciare la vicenda e a non parlarne con altri”. Tanto hanno riferito i famigliari di persone, uno dei quali oggi ha quasi trent’anni, che ha raccontato che quando aveva 10 anni era spesso stato accarezzato in modo morboso sulle gambe e vicino ai genitali.

Sono due chierichetti, all’epoca dei fatti minori di quattordici anni, le presunte vittime degli abusi sessuali compiuti dal sacerdote di Brindisi posto ai domiciliari oggi. I fatti contestati risalgono agli anni 2012 e si sarebbero protratti fino al 2014. Le denunce sono state formulate dai genitori delle vittime dopo che il 15 settembre scorso Giulio Golia, l’inviato della trasmissione televisiva le Iene era andato presso la parrocchia di Santa Lucia, nel centro di Brindisi, e il sacerdote si era barricato all’interno chiamando il 112. La notizia era stata pubblicata da un giornale online, anche su Facebook e tra i commenti vi erano state numerose segnalazioni da parte di utenti del social network che facevano cenno a circostanze su cui i carabinieri hanno effettuato approfondimenti.

Dal racconto delle due presunte vittime di molestie sessuali è emerso che il parroco sarebbe stato solito accarezzare i ragazzi, anche minorenni, e che in alcuni casi aveva anche palpato le loro parti intime prima e dopo la Messa, o durante la confessione.

Ci sono anche intercettazioni telefoniche a supporto dell’accusa di abusi sessuali contestata al prete di Brindisi. In una in particolare il parroco parla con una delle persone offese che gli spiega che il sabato precedente non aveva potuto recarsi in parrocchia perché doveva studiare: “Ho capito, ho capito, mi hai tradito, ho capito ho capito”, ribatte il prete a quanto riportato.

Poi, dopo, aggiunge: “Sine, mi hai come si dice aspetta, come si dice la parola, sedotto e tradito”. Una delle vittime aveva raccontato tutto a una propria insegnante. Le denunce sono state formulate dopo la messa in onda della trasmissione le Iene.

http://www.msn.com/it-it/notizie/italia/gli-abusi-del-prete-sui-minori-%C2%ABil-vescovo-invit%C3%B2-i-nostri-figli-a-non-denunciare%C2%BB/ar-BBjZNO2

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