Pedofilia, «crolla» il parroco di Rivello nell’operazione ci sono anche 2 lucani

RIVELLO – Dagli ambienti giudiziari non trapela nulla. Ma, secondo indiscrezioni, don Antonio Calderaro, parroco di S. Costantino di Rivello, ai domiciliari con l’accusa di pedofilia, avrebbe ammesso in parte le proprie responsabilità durante gli interrogatori. I legali sarebbero intenzionati a chiedere il rito abbreviato.
L’inchiesta ruota attorno a un presunto giro di pedofilia scoperto dai carabinieri della compagnia di Policoro a Nova Siri. Tre uomini agli arresti domiciliari – accusati di aver adescato e abusato di un ragazzino di 14 anni – e quattro degli altri cinque indagati raggiunti da obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. I carabinieri sono sulle tracce dell’ottavo uomo del gruppo di pedofili, sconosciuti fra loro, che, all’epoca dei fatti, 2012- 2013, era residente a Policoro ma che poi si è trasferito. È un extracomunitario.

E mentre si continuano a delineare i contorni di questa «storiaccia» spunta un’altra vicenda di abusi su minorenni che coinvolge la Basilicata. Ci sono anche i nomi di due lucani, infatti, nell’inchiesta denominata «Sexting» che ieri ha portato a perquisizioni in mezz’Italia. Si tratterebbe di due studenti maggiorenni dell’hinterland di Potenza, indagati per detenzione di immagini di pornografia minorile. Sono stati scoperti dalla Polizia postale di Catania che ha avviato le indagini dopo la denuncia dei genitori di una sedicenne della provincia di Siracusa. La ragazzina era stata adescata su internet e convinta a realizzare immagini intime che poi sono finite, principalmente tramite WhatsApp, sui cellulari di venti persone in giro per l’Italia. Tra loro anche minorenni che hanno poco più di 14 anni e due maggiorenni con precedenti in materia di pornografia minorile. «Sexting» è la pratica molto diffusa di inviare e ricevere messaggi a sfondo sessuale. Non solo testi ma pure immagini, come quelle inviate dalla minore di Siracusa che in un caso è stata anche ricattata e minacciata, ma si è confidata con i suoi familiari.

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