Prete accusato di pedofilia, sceglieva le sue vittime nei quartieri poveri

Adescava le sue giovani vittime nei quartieri poveri delle città. Ragazzi cresciuti in quartieri difficili, con pochi soldi in tasca che trovavano in quelle decine di euro che don Massimo Iuculano,il parroco di Vercelli  arrestato ieridalla polizia per violenza sessuale aggravata e prostituzione minorile, gli dava dopo per le prestazioni sessuali che riceveva. Ragazzi minorenni e maggiorenni senza soldi, spesso problematici e con un passato difficile alle spalle fatte di violenze, anche domestiche.
Emergono nuovi agghiaccianti particolari sulla doppia vita di Don Massimo. Da una parte da tutti era considerato la guida dell’oratorio più frequentato della città, sempre impegnato nelle attività del Belvedere di Vercelli  e dall’altra invece emerge una storia di abusi fatta di incontri per prestazione sessuali sia in parrocchia che in auto. ,poliziaAddirittura qualcuno lo vedeva rincasare a ore improponibili per un prete. E mentre lunedì è previsto l’interrogatorio di garanzia per il sacerdote 46enne originario di Torino, la procura di Torino nei prossimi giorni, analizzerà le conversazioni che il sacerdote scambiava con le sue vittime, adescate tramite sms, Facebook e Whatsapp. Dialoghi racchiusi nel suo computer sequestrato dalla polizia.  L’obiettivo degli investigatori, guidati da Francesco Saverio Pelosiè capire se, oltre alle tre vittime accertate, nella ‘rete’ del sacerdote siano finiti altri giovani.
‘Vogliamo sia accertata la verità- afferma l’avvocato Carlo Blengino chiamato a difendere il parroco-. Anche se le Indagini sembra i complete e delineano un quadro chiaro”. E intanto, mentre nei prossimi giorni verrà aperto un fascicolo anche dalla procura dei minori, ci sarebbero già  altre vittime di avances da parte del sacerdote pronte a raccontare la loro verità.

per violenza sessuale aggravata e prostituzione minorile. La procura di Torino, nei prossimi giorni, analizzerà le conversazioni che il sacerdote

scambiava con le sue vittime, adescate tramite sms, Facebook e Whatsapp. L’obiettivo degli investigatori è capire se, oltre alle tre vittime accertate, nella ‘rete’ del sacerdote siano finiti altri giovani. Secondo l’accusa il parroco, da tre anni a Vercelli, offriva schede telefoniche, scarpe da calcio o piccole somme di denaro ai giovani in cambio di massaggi particolari. L’avvocato chiamato a difendere il parroco è Carlo Blengino del foro di Torino.

http://torino.repubblica.it/cronaca/2015/04/25/news/prete_accusato_di_pedofilia_sequestrato_il_pc-112841695/

Advertisements