La comunità di Rivello è incredula

Q7QLJ1xw1fWAp8=--Una comunità incredula sulla quale la notizia dell’arresto del parroco si è abbattuta come un fulmine a ciel sereno.

Gli abitanti di Rivello sono comprensibilmente sconvolti dall’inchiesta che ha portato ai domiciliari don Antonio Calderaro con l’accusa di aver consumato rapporti sessuali con un minorenne adescato attraverso internet. Nel piccolo paese della zona sud della Basilicata tutti conoscono il parroco della chiesa di San Giuseppe della frazione di San Costantino. E davvero nessuno poteva immaginare uno scenario del genere.

In molti, a cominciare dal vescovo della Diocesi di Tursi-Lagonegro, mons. Francesco Nolè, sperano che don Antonio possa chiarire la sua posizione davanti agli inquirenti, magari già durante l’interrogatorio di garanzia in programma nei prossimi giorni.

In ogni caso, il vescovo ieri ha immediatamente sospeso da ogni attività sacerdotale il prete, rivolgendo la prima richiesta di perdono alla vittima e alla sua famiglia. Vittima che all’epoca dei fatti, a cavallo tra il 2012 ed il 2013, non aveva ancora compiuto quattordici anni.

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