Abusi sui collegiali nell’abbazia: 350 casi in 50 anni

Dal 2010 i giovani erano sottoposti a maltrattamenti fisici e psicologici e violenze sessuali

di Marco Di Blas

L’abbazia benedettina di Kremsmünster, nell’Alta Austria, ha una storia di oltre 12 secoli, durante i quali conobbe momenti di grande splendore divenendo sede di una scuola di amanuensi e poi anche di studi astronomici e di un ginnasio d’élite.

Ma Kremsmünster da qualche anno è diventata anche sinonimo di inferno per i ragazzi che nell’ultimo mezzo secolo sono stati ospiti del suo convitto. Dal 2010 si è appreso che tra quelle mura i giovani collegiali erano stati sottoposti a ogni genere di sevizie, dai maltrattamenti fisici e psicologici agli abusi sessuali. Loro carnefici erano stati i compagni più anziani, ma soprattutto i padri dell’ordine benedettino.

Per decenni i religiosi erano riusciti a nascondere ciò che accadeva nell’abbazia. Ma nel 2008 – dopo che episodi analoghi erano emersi in altri convitti – le indagini di polizia avevano segnato una svolta, portando all’incriminazione di numerosi religiosi. Il principale accusato, padre Alfons (al secolo August Mandorfer), rettore dell’abbazia, nel 2012 era stato espulso dall’ordine e ridotto allo stato laicale da papa Benedetto XVI. Nel gennaio scorso la Corte d’appello di Linz lo ha definitivamente condannato a 12 anni di reclusione per abusi sessuali provati nei confronti di almeno 24 educandi.

Nel frattempo l’ordine benedettino ha dato corso a un’opera di radicale pulizia. Nessuno degli attuali monaci di Kremsmünster è compromesso con i comportamenti dei predecessori. Per chiudere definitivamente col passato e voltare pagina, l’ordine ha incaricato un istituto di Monaco, l’Ipp, di svolgere una ricerca sugli episodi di violenza, per cercare di capire come possano essere accaduti, come i responsabili di allora abbiano preferito chiudere gli occhi (se non addirittura esserne complici), come simili comportamenti possano essere evitati in futuro.

I risultati sono stati resi noti in questi giorni. Lo studio ha riguardato il periodo dal 1945 al 2000 ed è consistito in interviste a ex alunni, religiosi, collaboratori laici del ginnasio benedettino che avevano operato in quell’arco di tempo. Ne sono emersi 350 episodi di abusi sessuali e violenze, con l’individuazione di 24 responsabili, di cui 20 padri benedettini (ma, essendo un’indagine a campione, i casi potrebbero essere di più).

Lo studio dell’Ipp rileva che almeno fino al 1989 gli addetti all’internato erano tutti religiosi, impegnati giorno e notte, senza alcun ricambio e privi di adeguata qualificazione professionale. Tutte condizioni che avevano favorite le devianze. Tanto più che molti religiosi erano stati a loro volta allievi del convitto, ne avevano subito le violenze e le avevano poi esercitate a loro volta, quasi fosse una tradizione da trasmettere. Gli allievi-vittime non dicevano nulla ai genitori, per pudore o paura. I genitori a loro volta non riuscivano a concepire che i padri benedettini potessero fare qualcosa di male.

http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2015/03/29/news/abusi-sui-collegiali-nell-abbazia-350-casi-in-50-anni-1.11139381

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