NEL 2012 VENNE CONDANNATO A UN ANNO LA LISTA DEI CASI PRESCRITTI TRA GLI SCOUT

SAVONA. Aveva patteggiato un anno di carcere per pedofilia. Ilpatteggiamento gli aveva evitato il processo e l’eventuale risarcimento alle vittime.
Si era tolto la tonaca, aveva lasciato la Chiesa e sembrava uscito di scena andando ad abitare in una località isolata tra Orco Feglino e Carbuta.
Faceva il cuoco in un ristorante della zona. Lontano dal mondo scout, dal carcere e dal cattolicesimo impegnato nel sociale e nel volontariato tramite cui era entrato in contatto con giovani e ragazzini.

Mai guai per Nello Giraudo non sembrano essere finiti. Le denunce su di lui sono continuate ad arrivare in Procura da parte di presunte vittime (prescritte). Gli investigatori della Procura e i poliziotti della squadra mobile non hanno mai abbassato l’attenzione su tutte le testimonianze e le denunce che venivano presentate nei loro uffici. L’ex sacerdote scout è poi ritornato negli ultimi tempi a vivere a Savona.

In città sino a qualche tempo fa era facile notarlo in centro sotto i portici di via Mistrangelo dove la
Diocesi savonese gestisce alcuni uffici e alloggi di emergenza. Don Nello Giraudo non risulta più essere prete dal 2009. È stato accusato di aver commesso molteplici episodi di violenza sessuale ai danni di minori tra gli anni Ottanta e Novanta. Il patteggiamento (pena concordata con il pm) è arrivato per un solo episodio nei confronti di un diciassettenne.

Infatti gli altri casi su cui ha lavorato e indagato il pm Giovanni Battista Ferro sono risultati prescritti. Era stato Francesco Zanardi, vittima tra gli altri di don Nello Giraudo, a dare il primo scrollone al mondo cattolico con una denuncia proprio sui presunti abusi subiti da don Nello. L’indagine sull’ex guida spirituale scout scattò agli inizi del 2010 e si concluse con il patteggiamento ad un anno da parte di don Giraudo per l’unico caso di abusi sessuali messo in atto nel corso di un campo scout del 2005 nel finalese. Nel corso dei due interrogatori davanti al pm Ferro, Giraudo assistito dall’avvocato Marco Russo confidò anche di avere più volte rivelato ai superiori le sue devianze sessuali. Il ciclone pedofilia-chiesa esplose grazie alle denunce di Francesco Zanardi, un quarantenne ex dipendente della Curia come tecnico informatico.

L’ex sacerdote tra gli anni Ottanta e Novanta insegnava anche nelle scuole savonesi e quindi era a strettissimo contatto con centinaia di giovani.

A.P. IL SECOLO XIX

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