Una madre: «In parrocchia c’era un sospetto via vai di ragazzini»

Altre indagini dopo la testimonianza di alcuni frequentatori della chiesa ai Parioli. Fra i fedeli vari professionisti oltre a Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini

di Rinaldo Frignani

ROMA – Nella parrocchia dei vip a due passi da piazzale delle Muse in tanti erano convinti che don Alessandro era fuggito dall’Argentina perché minacciato. E ieri, quando la notizia del suo arresto ha fatto il giro di Roma, gli stessi parrocchiani non sapevano più cosa dire. «Un prete modello, un bravissimo ragazzo. Non ci credo» lo difende una signora impellicciata all’ingresso della piccola chiesa di San Luigi Gonzaga di via di Villa Emiliani, nella parte più nobile dei Parioli. Mura bianche, panche di legno scuro. Accanto all’edificio un campo di calcio pieno di ragazzini che ha fatto la storia della zona.

Abusi anche di gruppo

Don Alessandro De Rossi, 45 anni, era arrivato a San Luigi nel 2013, ordinato parroco dopo aver trascorso più di due lustri in Argentina da sacerdote fidei donum . Ma da Salta, cittadina di indios nel nord del Paese, quasi al confine con il Cile, non era fuggito perché minacciato. Sul religioso romano pesavano, e pesano tuttora, accuse pesantissime: violenze sessuali su minorenni fra il 2009 e il 2010, anche con abusi di gruppo. Il 31 dicembre gli agenti della Squadra mobile, diretti da Renato Cortese, sono andati a prenderlo nel suo alloggio a San Luigi e l’hanno portato in carcere: don Alessandro era ricercato da Natale dalle autorità argentine che avevano spiccato nei suoi confronti un ordine di cattura internazionale.

Ai Parioli «sospetto via vai di ragazzini»

La Procura generale si pronuncerà sulla convalida dell’arresto e l’eventuale estradizione in Argentina dove si terrà il processo, ma la Mobile non esclude accertamenti fra i ragazzi che frequentano la parrocchia dei Parioli, soprattutto nel caso che qualcuno si faccia vivo dopo la notizia dell’arresto del presunto pedofilo. Tanto più che alcuni parrocchiani – e fra loro anche una giovane madre – si sono ricordati ieri «di un sospetto viavai di ragazzini». Una bomba vera e propria perché sui banchi di San Luigi non è raro vedere assorti in preghiera politici (Antonio Tajani, vice presidente del Parlamento europeo) e attori (Sergio Castellitto e la moglie scrittrice Margaret Mazzantini).

Bimbi filmati e fotografati

A Salta, nella chiesa Maria Medianera de Todas Las Gracias, nel quartiere Islas Malvinas, tutti invece sapevano che don Alessandro era ricercato. Secondo il giudice di garanzia Diego González Pipino, che ha firmato l’ordine di cattura, il sacerdote è imputato di «abusi sessuali aggravati su un numero imprecisato di vittime». A casa del prete – che nel 2011 finì sui giornali per aver difeso l’attrice Luciana Littizzetto in una querelle con la Chiesa sull’impegno a favore degli immigrati – sarebbero stati sequestrati computer e cd con foto e video dei suoi incontri con i minori che, per gli investigatori argentini, sarebbero avvenuti in alcune case di Salta.

Amici e nemici

Violenze seriali, quindi, tutte commesse nella cittadina soprannominata da abitanti e turisti «la linda», per la sua bellezza. Ma lì il parroco dei Parioli non ha lasciato un bel ricordo. E ora nemmeno fra alcuni fedeli romani. A chi non ha mai avuto sospetti («Le sue omelie erano di scuola, ma fatte bene», dice un 50enne) e si fidava di lui, al punto da lasciargli i figli piccoli per il catechismo, si contrappone da ieri sera chi invece si chiede: «Possibile che la Chiesa non sapesse dei suoi trascorsi con la legge?». Ma il Vicariato rivela: «Era tornato a Roma per motivi di salute, con un giudizio positivo del vescovo locale».

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_gennaio_03/madre-in-parrocchia-c-era-sospetto-via-vai-ragazzini-6f7dfabe-9371-11e4-8973-ae280e1dba84.shtml

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