Abusi del prete, il pm: perizia sul ragazzo

L’inchiesta sul parroco accusato di violenza su un minorenne. La procura: il giovane versa in uno stato di malesseredi.

 Paola Aurisicchio

PESCARA. Verserebbe in «un grave malessere», come dice l’accusa, la giovane vittima di presunti abusi sessuali da parte di un prete di 42 anni che accanto all’avviso di garanzia ha ricevuto anche la richiesta di incidente probatorio da parte del pm Salvatore Campochiaro.

E’ anche per questo che il pm, oltre a chiedere al giudice per le indagini preliminari di acquisire la testimonianza del ragazzo che, tra il 2011 e il 2012, avrebbe avuto incontri sessuali con donVito Cantò ha chiesto anche di fare una perizia medico-psichiatrica sul giovane in modo «da accertare nei suoi comportamenti elementi riconducibili o meno alle presunte condotte di abuso subìte».

Sarà un percorso difficile quello che attende il giovane che, confortato dalla famiglia, ha denunciato quello che sarebbe accaduto dall’ottobre 2011 fino al maggio 2012: l’accusa parla di violenza sessuale da parte di don Vito Cantò, all’epoca parroco della chiesa di San Camillo de Lellis a Villa Raspa di Spoltore, la parrocchia che è stato costretto a lasciare nel luglio 2013 in seguito alla sospensione arrivata dall’arcivescovoTommaso Valentinetti.

Da quel momento, per il prete di 42 anni, è partito il processo canonico, un filone parallelo a quello penale ora in corso. E’ questa una delle prime inchieste pescaresi che sta sfiorando la chiesa e con al centro un prete molto conosciuto perché, nel 2006, don Vito era stato anche protagonista di un’iniziativa rimbalzata sui giornali nazionali: il prete confessava i ragazzi durante le notti del divertimento. Tra gli incarichi affidati a don Vito c’era stato anche quello di cerimoniere della curia, un ruolo apicale e fiduciario venuto meno con la sospensione che gli aveva lasciato solo la possibilità di concelebrare la messa all’interno del convento delle suore di clausura di Pescara Colli.

Don Vito ha anche un passato da assistente ecclesiastico nel movimento scout dell’Agesci Abruzzo fino alle dimissioni arrivate all’improvviso nell’estate dell’anno scorso dopo una presa di posizione della curia di Pescara, tenuta riservata fino a quando monsignor Valentinetti, attraverso una nota, ha spiegato: «Ho saputo della perquisizione in casa della famiglia di don Cantò e sono a disposizione della questura per aiutarla a comprendere la situazione. Dopo le segnalazioni avute riguardo don Vito», aveva detto ancora Valentinetti, «lo abbiamo allontanato dalla comunità parrocchiale con una sospensione delle mansioni proprie dell’ufficio sacerdotale “ad cautelam”».

Il prete, secondo le indagini della Squadra Mobile alla guida di Pierfrancesco Muriana, avrebbe abusato – dice l’accusa – del ragazzo di 16 anni che gli era stato affidato, come recita il capo di imputazione, «per ragioni di educazione religiosa».

Per cristallizzare la versione del ragazzino, il pm Campochiaro ha chiesto attraverso l’incidente probatorio di acquisire la testimonianza del giovane aggiungendo anche la richiesta di una perizia medico-psichiatrica sul minore. Sarà il giudice per le indagini preliminari ad accogliere o meno la richiesta della procura. Nel frattempo, dopo la perquisizione nella casa di Cepagatti dei genitori del prete, gli investigatori passeranno al setaccio il computer e i due telefonini sequestrati a don Vito.

http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2014/11/11/news/abusi-del-prete-il-pm-perizia-sul-ragazzo-1.10293999

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