Il valzer dei preti pedofili. Papa Francesco crea ennesima commissione, Ma che fine ha fatto la commissione a tutela delle vittime?

Troppe cause pendenti per pedofilia: Papa Francesco nomina commissione per velocizzare le procedure.

 CITTA’ DEL VATICANO L’obiettivo è arrivare a giudicare e punire i preti pedofili, renderli inoffensivi, nel più breve tempo possibile. La strategia di Papa Bergoglio procede con un passaggio in più. Stavolta le novità introdotte con un “rescritto” che entra in vigore a partire da oggi, riguardano lo snellimento dell’esame dei ricorsi sulle condanne di membri del clero per delitti contro la fede, i sacramenti e la morale pendenti alla Congregazione della Fede. Per agevolare il lavoro interno al tribunale, al quale fanno riferimento tutte le diocesi del mondo, il Papa ha deciso di istituire un apposito Collegio di 7 cardinali e vescovi con il compito di velocizzare e semplificare la procedura.

I ricorsi destinati all’esame del Collegio riguardano i «delicta graviora» cioè i delitti più gravi. La maggior parte riguardano gli abusi del clero. La sessione ordinaria della Congregazione per la Dottrina della Fede (la cosiddetta «feria quarta», che si riunisce una volta al mese) è praticamente oberata di pratiche e di faldoni, ha parecchio arretrato da sbrigare, sicchè il Collegio dovrà contribuire a smaltirlo.

La nuova commissione è stata giudicata positivamente dal portavoce padre Lombardi che assicura che riuscirà a facilitare i lavori ed evitare l’accumulo di ricorsi. La struttura si basa sul motu proprio «Sacramentorum Sanctitatis Tutela» del 2001, aggiornato il 21 maggio 2010 e istituisce dunque all’interno della Congregazione per la Dottrina della Fede uno «speciale Collegio» formato da 7 cardinali o vescovi, che possono essere sia membri del dicastero che esterni a esso. Presidente e membri sono eletti dal Papa. A breve sarà pubblicato un «apposito regolamento interno» per determinare le modalità operative del Collegio.

La Congregazione per la Dottrina della Fede mantiene intatte le proprie competenze.
I ricorsi alla Congregazione, ha osservato Lombardi, «sono un lavoro molto impegnativo», soprattutto quelli sugli abusi del clero sui minori, e l’arretrato rischia di assorbire tutto il lavoro della feria quarta: «Mi pare – ha detto il Portavoce vaticano – che i ricorsi attualmente presentati siano quattro o cinque al mese», comunque «moltissimi membri del clero fanno ricorso» sulle sentenze per abusi, e la Congregazione «deve esaminare moltissimo materiale» e impiegare «grande tempo».

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=1005832&sez=PRIMOPIANO&ssez=VATICANO

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